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27 marzo 16.22 A20, la lista Consumatori per Patti chiede il declassamento

La lista Consumatori per Patti affiancata da Assopensionati, da Confliaa, Associazione Consumatori Siciliani, Associazione Consumatori Meridionali e da altri enti e associazioni del territorio messinese con una petizione popolare che sarà inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministro dell’Ambiente e tutela del territorio e del mare, all’Assessore Regionale delle Infrastrutture e della mobilità, all’Assessore Regionale del Territorio e dell’ambiente, al Presidente della Provincia Regionale di Messina; al Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici; al Presidente dell’A.N.A.S., al Commissario Straordinario del Consorzio autostrade siciliane chiede il declassamento dell’Autostrada A20 Me-Pa per violazione dei requisiti previsti dal Codice della Strada.
Con questa petizione i cittadini firmatari:
– intendono esprimere la loro forte preoccupazione in merito alle pessime condizioni, manutentive e di sicurezza, in cui versa l’autostrada A 20 Messina – Palermo;
– già in questi primi due mesi del 2011 le vittime per incidenti sulla Messina – Palermo sono una decina, che si aggiungono alle precedenti degli anni passati;
– è l’intero tratto della A 20 ad essere a rischio, poiché sono pochissimi i punti in cui non si sono verificati incidenti;
– sono tanti i pericoli che incontrano gli automobilisti che la percorrono, e che pagano il pedaggio, da rappresentare per essi un rischio certamente non sopportabile;
– la seguente elencazione delle disfunzioni è meramente esemplificativa e non sicuramente esaustiva:
o manto usurato e cosparso di buche che diventano più larghe e profonde ed aumentano ad ogni pioggia, anche di leggera intensità;
o nuova pavimentazione drenante a tratti, mentre il resto del tracciato rimane oggetto di parziali opere di manutenzione, con conseguente irregolarità del fondo stradale costituente elevato fattore di rischio per gli utenti, soprattutto in condizioni di strada bagnata;
o guardrail obsoleti, e non più a norma, che non garantiscono il minimo necessario di sicurezza e che in occasione di sinistri non vengono immediatamente ripristinati, rappresentando fonti di immaginabili pericoli;
o gallerie poco e/o per nulla illuminate dalle cui pareti frequentemente si staccano pezzi di cemento;
o colonnine per l’SOS non tutte funzionanti;
o segnaletica orizzontale e verticale non ben visibile;
o reti di recinzione spesso squarciate e da cui entrano in autostrada animali vari (cani, cavalli, mucche, …) la cui presenza mette in serio pericolo la loro incolumità e quella di chi vi circola;
o impianti di ventilazione, nelle gallerie, inattivi;
o cantieri aperti e mai chiusi con lunghi tratti ad unica corsia ovvero carreggiate a doppio senso di marcia;
o e si potrebbe proseguire …;
– per quanto sopra, la situazione della “nostra” autostrada si può veramente definire tragica e non degna di un Paese che si voglia qualificare civile;
– tant’è che, dopo la Salerno – Reggio Calabria, la Messina – Palermo rappresenta il tratto autostradale più pericoloso;
– sebbene l’A 20 sia stata costruita circa 40 anni fa, quando i mezzi erano più lenti, tuttavia proprio questo motivo rende ingiustificabile l’omissione delle indispensabili opere di manutenzione ordinaria e/o straordinaria;
– anche la Procura della Repubblica di Patti, dopo il recente incidente mortale avvenuto nella Galleria Tindari, ha aperto un’inchiesta sulle condizioni di sicurezza della Messina – Palermo;
– la situazione divenuta talmente grave che, per l’enorme quantità di fondi necessari, appare impensabile possano raggiungersi nuovamente, nell’odierno contesto economico, livelli accettabili di sicurezza; – i lavori di manutenzione sarebbero talmente notevoli da rendere più conveniente, se vi fosse una strada alternativa, chiudere l’autostrada ed interdirla alla circolazione;
– non appare, tuttavia, più tollerabile accettare, nel 2011, di correre rischi così gravi tutte le volte che si imbocca l’A 20;
Tutto ciò premesso e considerato, i medesimi cittadini

CHIEDONO
alle SS.VV.II.me, non essendo possibile chiudere l’autostrada poiché non esiste una valida ed equivalente alternativa, di attivarsi, ciascuno secondo la propria competenza, al fine di operare, con le procedure indicate dall’art. 3 del Regolamento di esecuzione e di attuazione Cod. Str., un DECLASAMENTO DELL’AUTOSTRADA A 20 MESSINA – PALERMO, senza più pretendere il pagamento del pedaggio dagli utenti, rappresentando tale operazione, proprio per il descritto stato attuale dell’intero tratto autostradale non più classificabile quale autostrada, come definita dall’art. 2, comma 3, lett. A del Nuovo Codice della Strada, ormai un atto dovuto.
Nella denegata ipotesi di una fondata impossibilità di provvedere al reclamato declassamento, chiedono, in subordine, che vengano realizzati seri interventi manutentivi, in grado di mettere realmente in sicurezza il tratto autostradale già più volte citato, eliminando tutte le potenziali pericolosità.
Gli stessi cittadini, stanchi di subire imposizioni di balzelli senza ottenere in cambio servizi degni di un Paese moderno, non credendo più alle “buone intenzioni”, si dichiarano pronti a lottare con tutti i mezzi consentiti, anche proponendo ricorsi nelle sedi competenti.
Dicono sì alle tasse ma, non ritenendosi cittadini di serie B, in cambio pretendono servizi efficienti.
I cittadini possono firmare la petizione presso il Gazebo della lista Consumatori per Patti posizionato in piazza Marconi a Patti o presso le sedi delle associazioni che hanno aderito all’iniziativa.