Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

24 gennaio 16.50 Anniversario Ciaccio Montalto, Alfano (IDV): “La società civile si ribelli agli insulti contro i magistrati”

“Ricordare i magistrati assassinati dalla mafia per la loro onestà e correttezza, oggi che subiamo le ire deliranti di un premier che parla di commissioni d’inchiesta, di plotoni d’esecuzione e di punizioni, diventa ancora più doloroso, ma la memoria deve fare da stimolo per la società civile, affinchè ci sia una sana ribellione in difesa della libertà e della giustizia”.

Lo ha detto l’europarlamentare di Italia dei Valori e responsabile nazionale del dipartimento Antimafia del partito Sonia Alfano, ricordando il ventottesimo anniversario dell’assassinio del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto, avvenuto a Valderice (TP) il 25 gennaio del 1983.

“Oggi più che mai per ricordare un giudice come Ciaccio Montalto è necessario tutelare quei magistrati invisi al potere, ai colletti bianchi, ai promotori dell’impunità – prosegue – affinchè la dignità dei morti e dei vivi non possa essere ulteriormente calpestata, e in modo che la giustizia possa fare il proprio corso. Se fosse vivo oggi il giudice Montalto sicuramente sarebbe nella black list del Governo, perchè avrebbe continuato a mettere le mani nei traffici di armi e nella collusione tra mafia, massoneria e politica. Per onorare la sua memoria non dobbiamo più consentire che i magistrati

vengano eliminati, fisicamente o moralmente – conclude – e tocca anche ai cittadini difenderli”.

E per quanto riguarda la proposta del parlamentare del PdL Vitali che obbligherebbe i pm a risarcire chi viene intercettato ingiustamente, Sonia Alfano ha dichiarato che “avendo fallito con la legge bavaglio sulle intercettazioni, il PdL vuole adesso tradurre i bisogni del capo in una legge addirittura anti-pm che scoraggi, appunto, gli inquirenti nell’utilizzo delle intercettazioni. La proposta di Vitali è improponibile,serve solo ed esclusivamente ad intimidire i giudici”.
“Secondo Vitali se una persona viene intercettata e poi nel corso dell’eventuale processo non risulta colpevole di reati, allora è stata ‘intercettata ingiustamente’ e dovrebbe essere risarcita direttamente dal pm che ha disposto l’intercettazione. Ma dove hanno studiato i lacchè del Premier?” si chiede Alfano. “E’ evidente che le intercettazioni sono uno strumento d’indagine che serve ad acquisire prove: può servire a condannare i colpevoli o ad assolvere gli innocenti, quindi quest’accanimento serve solo a ribadire la necessità di salvare Berlusconi da se stesso. La retroattività della legge, infine – sottolinea l’europarlamentare – dimostra ulteriormente il tentativo di fermare il pool di Milano che indaga sul ‘Caso Ruby’”- “La verità è che non sanno più come uscirne” ha concluso.