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19 marzo 11.24 Sciopero “Rigoletto”, Fistel Cisl: “La metà dei dipendenti non condivide lo sciopero”

La segreteria Fistel Cisl

“Siamo consapevoli che le problematiche del Vittorio Emanuele non siano risolvibili dentro le mura del Teatro ma è necessario coinvolgere le istituzioni e la deputazione messinese che finora ha brillato per il suo assordante silenzio”.

Così la segretaria provinciale della Fistel Cisl di Messina Cettina Pizzo che, sulla vertenza del Teatro Vittorio Emanuele, ormai da tempo ha diversificato la propria azione da quelle di  altre Organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero “in concomitanza della prima del Rigoletto” e al quale “la Fistel non ritiene di dover aderire” precisa Cettina  Pizzo.

“Abbiamo più volte invitato il Presidente Crocetta a organizzare un percorso finalizzato a definire una volta per tutte le questioni del Teatro che devono essere valutate nel complesso e non per singoli argomenti. I finanziamenti regionali, l’Orchestra, la Pianta Organica, i lavoratori precari, l’equiparazione ai livelli regionali sono temi che non possono essere trattati in maniera disgiunta poiché parti integranti gli uni degli altri – afferma la segretaria provinciale della Fistel – Abbiamo ribadito più volte come, secondo noi, le proteste sono utili e necessarie per rendere evidente la difficile condizione del Teatro ma non possono essere alternative e disgiunte dalla concreta azione di tavoli tecnici e da chiare e coerenti relazioni sindacali. Le posizioni intransigenti e pretestuose non sono compatibili con il ruolo sindacale che è fondato sulla mediazione e sul confronto anche con un Consiglio d’Amministrazione che è stato da noi più volte criticato nei mesi scorsi sino a chiederne, per primi, le dimissioni”.

La Fistel Cisl rispetta la scelta di altri sindacati, ne condivide le motivazioni, ma pensa che “sia sbagliato far pagare le difficoltà del Vittorio Emanuele ai cittadini costretti a rinunciare alla possibilità di assistere a uno spettacolo unico, un’opera lirica messa in scena faticosamente da tutte le maestranze del Teatro, contribuendo per altro a disperdere le esigue risorse utilizzabili”. “Riteniamo – conclude Cettina Pizzo – sbagliato ignorare il fatto che almeno il 50% dei dipendenti del Teatro non condivida i percorsi sindacali attuati, in ultimo, con la scelta dello sciopero.  Invitiamo quindi il Presidente della Regione, l’Assessore Regionale al Turismo, il Commissario del Comune e il Presidente della Provincia di Messina e tutta la deputazione messinese ad attivare un tavolo tecnico che possa, dopo 27 anni, affrontare e definire le questioni in essere”.