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17 maggio 12.02 Messinambiente, Grioli: “Il PD ha vinto la battaglia ed il sindaco è costretto a fare marcia indietro”.

“Il PD ha vinto la battaglia e il Sindaco è costretto a fare marcia indietro”. Così il segretario cittadino del PD Giuseppe Grioli commenta la vertenza di Messinambiente. “La vicenda relativa alla gestione dei rifiuti a Messina -prosegue Grioli- sta assumendo contorni a dir poco esilaranti. Il Partito Democratico ha dimostrato di avere idee chiare per gestire il ciclo dei rifiuti a Messina, idee che si sono tramutate in atti di indirizzo approvati da un Consiglio Comunale che invece di seguire la linea dell’amministrazione Buzzanca  ha sposato le nostre proposte.

Ieri il Sindaco ha chiesto un tardivo incontro ai capigruppo e si è presentato pretendendo una sorta di ratifica a decisioni già prese. I Consiglieri del PD hanno  contestato l’ipotesi  della liquidazione di Messinambiente, ricordando che già nel 2009 il Partito Democrativo ha tracciato una strategia che prevedeva il rilancio della società del Comune con l’individuazione di un socio privato, ritenuto fondamentale per affrontare gli investimenti necessari per la realizzazione di impianti che assicurino alla città risparmio di risorse ed economie importanti che consentano di rientrare da una gestione in perdita.

Il Partito Democratico ha contestato e continua a contestare l’impostazione lanciata dal sindaco che esibisce una presunta  separazione tra scelta tecnica e scelta politica da ciò ricavando l’ineluttabilità della messa in liquidazione di Messinambiente. Le scelte tecniche a nostro avviso discendono da precise responsabilità della politica che ha determinato questo stato di cose che oggi richiede un intervento risolutivo.

La politica a Messina ha abdicato, c’è troppa improvvisazione, il Sindaco fa il deputato regionale e cerca espedienti per rimanere agganciato alle due poltrone, questo potrebbe attenere solo ad un profilo etico, ma purtroppo si ripercuote sull’amministrazione  attiva della città affidata ad un’amministrazione il cui capo per almeno tre giorni a settimane sta a Palermo ad esercitare il suo ruolo di deputato regionale. La conseguenza di tutto questo è che la presenza residuale a Messina del Sindaco non è sufficiente a seguire i tanti problemi della città.

Ecco che Messinambiente viene lasciata morire, salvo poi scoprire l’ineluttabilità della liquidazione. In Consiglio Comunale così come nella conferenza dei Capigruppo di ieri il PD ha sostenuto ancora una volta la ricapitalizzazione di Messinambiente, e dinnanzi all’insistenza del Sindaco sulla liquidazione si è paventato l’alternativa  dell’Amministrazione Straordinaria come passaggio per la trasformazione in società mista. E’ ormai nota la proposta del PD: trasformare messinambiente in società mista e renderla competitiva per la gara che verrà bandita dalla costituenda SRR su base provinciale. Tutto questo dovrà passare da un voto del Consiglio Comunale e mercoledi  il Consiglio dovrà pronunciarsi sull’ordine del giorno presentato dal PD venerdi scorso nel corso del Consiglio straordinario chiesto dallo stesso partito”.

A seguire l’Ordine del Giorno dei consiglieri PD di Palazzo Zanca

“PREMESSO che il Comune di Messina gestisce i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti per mezzo di Messinambiente S.p.a., giusto affidamento disciplinato dalla convenzione siglata in data 01/09/1999 tra Comune di Messina e la stessa S.p.a., convenzione successivamente ceduta all’Ato ME 3 a seguito del trasferimento delle competenze dal Comune alla società d’ambito;

che il Comune di Messina nell’anno 2006 ha acquistato le azioni detenute dal socio privato, Altecoen, divenendo in tal modo proprietario del 99,01% della suddetta S.p.a.; 

che questo Civico Consesso, con precedente atto d’indirizzo, impegnava il Sindaco e l’Amministrazione Comunale a promuovere in sede di assemblea dei soci di Messinambiente S.p.a. la trasformazione della stessa in società mista, ponendo a gara il 40% delle azioni, mediante procedura ad evidenza pubblica, gara avente ad oggetto sia la qualità di socio che l’attribuzione di compiti operativi connessi alla gestione del servizio; 

CONSIDERATO che quanto sopra esposto è previsto dall’art. 23 bis D.L. 112/2008, convertito in Legge 133/2008 e modificato ulteriormente dall’art 15 della Legge 166/2009;

che il Sindaco di Messina, in più occasioni, peraltro pubbliche e documentate dalla stampa cittadina, ha espresso la volontà di procedere alla messa in liquidazione di Messinambiente S.p.a.;

che tale volontà contrasta fortemente con l’indirizzo sopra richiamato, nonché con le specifiche competenze del Consiglio Comunale;

che in data 16 maggio è convocata l’Assemblea dei Soci della partecipata; 

VISTA la Legge Regionale n. 48 del 1991, che nel recepire l’art. 32 della L. 142/90 (modificato dall’art. 78 della L.R. 10/93, dall’art. 45 della L.R. 26/93 e integrato dall’art. 2,comma 3, della L.R. 4/96), dispone al II comma lettera f) che  il Consiglio Comunale ha competenza limitatamente “all’assunzione diretta di pubblici servizi, alla costituzione di istituzioni e di aziende speciali, alla concessione di pubblici servizi, alla partecipazione dell’ente locale a società di capitali ed all’affidamento di attività o servizi mediante convenzione”; 

ATTESO che il comma 2 lettera h) dell’art. 32 della L. 142/90, recepito dalla L.R. 48/1991, annovera tra le competenze del Consiglio Comunale “gli indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza”;

che la stessa legge dispone all’art 32 comma 3 quanto segue “le deliberazioni in ordine agli argomenti di cui al presente articolo non possono essere adottate in via d’urgenza da altri organi del comune”

che l’art. 42, comma 1, dello Satuto del Comune di Messina dispone che: “il consiglio è organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, coordina le politiche di gestione degli enti, istituzioni ed aziende strumentali e dei servizi comunali, ed esercita le funzioni previste dalle leggi, dallo statuto e dai regolamenti”; 

che l’art. 5, comma 1, della delibera del Consiglio Comunale di Messina n. 19/c del 17/05/02 – Regolamento Comunale per la disciplina dei servizi di smaltimento dei rifiuti urbani – dispone che: Il Comune di Messina provvede alla gestione diretta dei servizi di cui al presente Regolamento tramite la società mista”Messinambiente S.p.A”di cui lo stesso è socio azionista di maggioranza e costituitore di parte pubblica“;  

che l’art. 61, comma 2, della predetta delibera 19/C del 17/05/02  dispone che: Eventuali modifiche o integrazioni per una migliore regolamentazione del servizio di smaltimento dei rifiuti o per nuove disposizioni di legge in materia, saranno apportate con deliberazione del Consiglio Comunale“; 

che l’art. 29, comma 1, del regolamento del Consiglio Comunale dispone: Il Consiglio comunale ha competenza esclusiva per l’adozione degli atti deliberativi elencati nel secondo comma dell’art. 32 della legge 8 giugno 1990, n. 142, introdotto con modifiche della l.r. n.48/91, come modificata dalla l.r. n.7/92 e dalla l.r. n. 10/93 nonché dalla l.r. 26/93, con i quali esercita le funzioni fondamentali per l’organizzazione e lo sviluppo della comunità e determina gli indirizzi della politica amministrativa dell’ente”;

che il successivo comma 3 dispone: Il Consiglio comunale non può delegare le funzioni allo stesso attribuite ad altri organi i quali non possono adottare, nemmeno in caso di urgenza, provvedimenti nelle materie riservate dalla legge o dallo statuto alla esclusiva competenza del Consiglio”

che, ancora, il comma 4 statuisce: La Giunta comunale può proporre al Consiglio l’integrazione e la modifica di atti fondamentali dallo stesso adottati, avendo riscontrato che le previsioni o le prescrizioni negli stessi contenute non sono risultate adeguate alle effettive esigenze accertate dalla Giunta stessa. Dopo le modifiche ed integrazioni deliberate dal Consiglio, divenute o dichiarate eseguibili, la Giunta può adottare gli atti di amministrazione di sua competenza”; 

VISTO l’art. 61, comma 5, del Regolamento del Consiglio Comunale, che testualmente recita:Il Consiglio può esprimere, con l’atto di nomina ed in ogni altra occasione nella quale ne ravvisi la necessità, indirizzi per orientare l’azione dei rappresentanti nominati in Enti, Aziende, Organismi associativi e societari, secondo i programmi generali di politica amministrativa del Comune“; 

l’art. 62, comma 5, del medesimo regolamento, che espressamente sancisce: Il controllo politico-amministrativo sulla gestione delle aziende speciali ed altri organismi ai quali il Comune partecipa finanziariamente, è esercitato dal Consiglio comunale, a mezzo del Sindaco con la collaborazione della Giunta, attraverso le relazioni dei rappresentanti nominati negli organi che amministrano gli enti suddetti e l’acquisizione dei bilanci e di ogni altro atto utile per conoscere l’andamento ed i risultati della gestione rispetto alle finalità per le quali il Comune ha concorso alla costituzione o contribuisce alla gestione stessa”; 

CONSIDERATO che la Regione Siciliana ha promosso una gara per l’individuazione di un Istituto di Credito con il quale stipulare apposito contratto di mutuo, finalizzato al ripianamento dei debiti delle società d’ambito derivanti dal mancato pagamento delle spettanze ai gestori dei servizi; 

che la L.R. n. 9 del 2010 ha posto in liquidazione le società d’ambito ed ha già avviato le procedure per la costituzione dei Consorzi di Comuni su base provinciale denominati SRR; 

che la costituenda SRR avrà il compito di individuare il gestore su scala provinciale; 

VISTA la Circolare n. 2 del 2010 dell’Assessorato Regionale all’Energia, con la quale si dispone che nelle more dell’entrata in esercizio delle SRR e, comunque, in costanza del regime transitorio designato dalla legge, le società ed i consorzi d’ambito, siccome di prossima liquidazione, non possono indire nuove gare per l’affidamento di servizi afferenti o comunque strumentali alla gestione integrata dei rifiuti. A tal proposito, sul punto occorre considerare che i possibili contratti in questione di regola richiedono agli operatori economici privati investimenti di tale entità da poter essere recuperati ed armonizzati solo attraverso lunghe durate contrattuali; 

DATO che la situazione debitoria di Messinambiente può essere ripianata attraverso il mutuo agevolato promosso dalla Regione; 

che la eventuale e non concertata messa in liquidazione della società comporterebbe evidenti responsabilità, aggravate dall’assenza di qualsiasi relazione degli amministratori presso il Consiglio deputato a determinare la sorte delle partecipate dell’ENTE; 

che da un punto di vista strategico, nella provincia di Messina, Messinambiente S.p.a. ha l’organizzazione, i mezzi, il know how, nonchè un pacchetto di concessioni ed autorizzazioni per la realizzazione di impianti innovativi che rendono competitiva la società, che, quindi, avrebbe tutte le condizioni per partecipare in consorzio con altri partner alla gara provinciale che la SRR provvederà a bandire a norma di legge; 

che le ragioni sopra esposte dimostrerebbero, nel caso in cui l’Amministrazione Comunale procedesse inopinatamente alla messa in liquidazione, l’assoluta irragionevolezza dell’azione da cui scaturirebbero solo danni economici per l’Ente locale e per i contribuenti, con evidenti profili di responsabilità per chi determina tali conseguenze. 

Per tutto quanto sopra premesso, considerato ed esposto, il CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA il Sindaco di Messina e la Giunta ad osservare l’atto d’indirizzo approvato dal Civico Consesso nell’esercizio di una precisa competenza attribuita dalla legge e, conseguentemente, a procedere tempestivamente alla ricapitalizzazione di Messinambiente S.p.a., nonché a promuovere, senza indugio, l’individuazione di un socio privato per la Società partecipata, ed ancora a compiere tutti gli atti necessari per salvaguardare la qualità del servizio nel rispetto dei livelli occupazionali, che saranno garantiti dal mantenimento della maggioranza delle azioni della S.p.a. 

Nel contempo, si diffida il Sig. Sindaco a porre in essere azioni in difformità a tale indirizzo e, contestualmente, si invita il Presidente del Consiglio Comunale a vigilare sul rispetto delle prerogative del Consiglio Comunale, intervenendo se è necessario a difesa delle stesse attraverso la richiesta di parere al Segretario Generale in merito alle competenza a determinare le sorti di una società partecipata contemplata in apposito regolamento come gestore del servizio smaltimento rifiuti”.