Vivere la vita è una cosa veramente grossa

Giulia Arcovito
Giulia Arcovito

Alzi la mano chi almeno una volta nella vita non ha sognato di fare la rockstar. La buona notizia è che adesso possiamo farlo tutti. Ma da morti.

La ditta inglese And Vinyly permette di scegliere che le proprie ceneri siano pressate tra i solchi di un vinile su cui incidere un discorso di saluto e/o le canzoni del cuore, per una durata massima di 24 minuti (12 per lato).

Il disco è stampato in trenta copie e distribuito ad amici e parenti. Quando si dice essere artisti di nicchia.

Il sito web della ditta illustra quali sono gli step necessari per predisporre il tutto e giura che per chi li segue l’immortalità è garantita a sole 3 mila sterline. Un prezzo abbordabile data la posta in gioco.

Per la cronaca, a Messina la cremazione inizia ad essere praticabile (un impianto al Gran Camposanto e un regolamento comunale apposito approvato di recente), e questo potrebbe

essere un incentivo per prendere seriamente in considerazione l’ipotesi.

Ma a voler essere onesti, a parte i possibili risvolti ludici della vicenda, tipo farsi beffe dei parenti lasciando come unico ed eterno ricordo una compilation con le migliori  hit di Biagio Antonacci (dopotutto qualsiasi alternativa rischia di essere semplicemente un trionfo di retorica), io penso che i dischi siano strettamente collegati sì all’immortalità, ma in un altro modo.

Nel senso che chi fa dischi e, in senso lato, chi coltiva intuizioni e pensieri e si prende la briga di divulgarli in una forma che sia comprensibile e apprezzabile anche per chi verrà dopo, si garantisce l’unica forma di immortalità possibile: quella delle idee.

Insomma ci sono mille modi migliori (e gratuiti) di lasciare una traccia nel mondo. Questa canzone di Alessandro Mannarino (scritta da lui ma cantata dalla voce pura di un bambino) secondo me lo racconta più che bene. Ed è pure bella, con quel motivetto di sottofondo che fa un po’ Far West. Buon ascolto!

 

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