Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Tozzi, dimenticato in Italia e amato all’estero

Umberto Tozzi

“Siamo la gente che vive colpe di chi ha goduto”

Versi forti che non provengono da un editoriale odierno, ma da un brano incredibilmente datato del 1996 : Il Grido. Profetico e attuale.

Chi non ha mai cantato brani come Gloria, Ti amo, Tu, Stella stai, Qualcosa qualcuno ?  Umberto Antonio Tozzi, per il grande pubblico solo Umberto Tozzi, è un caso raro nel panorama della musica italiana. Il suo essere snobbato dai critici e dai mass media nazionali è inversamente proporzionale all’enorme successo ottenuto in oltre 30 anni di carriera. L’Italia, lo si è detto tante e troppe volte, ha quel maledetto vizio di dimenticare molto facilmente e comunque di non riuscire a competere come la Francia o gli Stati Uniti nella difesa del proprio patrimonio artistico. Risulta molto più facile arrendersi al dominio straniero, tanto nella musica quanto nel cinema.

Eppure pochi sanno che il brano Tu, è riuscito a vendere in tutto il mondo quasi dieci milioni di copie. Stessa sorte è toccata a Gloria (arrivato anche al 1° posto negli Stati Uniti nella versione cantata da Laura Branigan). Record che, a differenza dei luoghi comuni che vogliono soltanto Ramazzotti, Pausini e Bocelli come unici rappresentanti musicali italiani all’estero, spetta soltanto al grande Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu.

Basta scorrere velocemente il repertorio di Tozzi per rendersi conto di quanto sia elevato il numero di Hits realizzati. Non parliamo di brani meteora che han vissuto la vita di una stagione, ma di quelli che son rimasti ben saldi nella memoria musicale degli italiani : Io camminerò (incisa anche da Mina nel 1976 e da Fusto Leali negli anni ’80), Donna amante mia, Stella stai, Gente di mare, Se non avessi te, Immensamente, Notte rosa,  Roma Nord, Eva, Il grido, Gli altri siamo noi, Io

muoio di te, ed altri ancora. L’elenco sarebbe lunghissimo.

In Italia, Tozzi ha avuto un successo incontrastato dal 1976  (anno che vide la pubblicazione del primo disco da solista Donna amante mia) sino al 1994 (l’anno di Equivocando). Poi alti e bassi e molto disinteresse, o se vogliamo omertà, da parte della stampa, nonché una quasi sputtanata e dichiarata antipatia da parte dei critici nei confronti del cantautore torinese.

Il motivo ? In realtà è come cercare l’ago nel pagliaio. Tozzi ha sempre continuato a fare bene il suo lavoro con professionalità e vocazione, sebbene possa risultare spesso ermetico e molto introverso. Non è un personaggio che, fortunatamente, si è mai dato in pasto alle testate scandalistiche né smania per avere una prima pagina su un settimanale. Il risultato, paradossale, è che ci lasciamo sfuggire, piuttosto che difendere, un cantautore che nel mondo ha portato in alto il nome dell’Italia, secondo solo a Modugno come già detto. Il suo vasto repertorio ha raccontato per decenni l’amore, ma non solo. Condizioni lavorative precarie al limite della sicurezza in brani come Gesù che prendi il tram mai come oggi attuale, la sfida della vita in Invisibile (brano delicato ed elegante del 1986), l’ingiustizia de Il grido e  problemi che ci riguardano molto spesso da vicino, Nemico alcool, le adozioni  in Ciao Lulù e la difesa dei più deboli in Gli altri siamo noi (presentato al Festival di Sanremo nel 1991).

Insieme a Giancarlo Bigazzi, scomparso purtroppo recentemente, ha dato vita ad un sodalizio artistico invincibile. Il suo successo continua all’estero, a discapito della stampa nazionale e degli italiani che ignorano. Qualche esempio ?

Un concerto sold-out (tutto esaurito) all’Olympia di Parigi nel 2006, seguito da una tournèe internazionale nel 2008. E lo scorso 2 luglio Tozzi si è esibito presso il Palazzo dei Principi di Monaco alle nozze del principe Alberto II di Monaco, dietro invito dello stesso Principe. Vi pare poco? Album consigliati : Tozzi (1980) , Invisibile (1988), Gli altri siamo noi (1991), Le parole (2005).

www.umbertotozzi.com