#Trapani. Alla scoperta di Mozia con SiciliAntica

moziaDomenica 19 aprile, nell’ambito del Corso di archeologia fenicio-punica, organizzato da SiciliAntica, si svolgerà una visita di Mozia e al Museo archeologico Baglio Anselmi di Marsala.

Dopo l’approdo a Mozia. Si inizia con la visita agli scavi, che permette di scoprire i resti della città fenicia, lungo il percorso si incontrano ancora resti delle torri, in particolare la torre orientale con la scalinata di accesso e la Porta Nord, alle spalle della porta si può ancora notare parte del lastricato della strada principale. Mentre verso il mare invece si delinea quella che congiunge Mozia alla terraferma e che si trova appena sotto il pelo dell’acqua.

Tra i resti archeologici dell’isola si visiteranno la Necropoli, il Tophet, santuario a cielo aperto dove erano deposti i vasi contenenti i resti dei sacrifici umani. Il Cothon, piccolo bacino artificiale di forma rettangolare collegato al mare aperto da un canale e la Casa dei Mosaici, chiamata così per la presenza di due bei mosaici in ciottoli bianchi e neri, raffiguranti un grifo alato che insegue una cerva ed un leone che assale un toro.

Infine, la visita al Museo dove sono esposti oggetti rinvenuti sull’isola, a Lilibeo (Marsala) e nella necropoli di Birgi. La collezione di sculture comprende statuette di divinità madri, testine di terra cotta d’influenza greca ed il superbo Efebo dl Mozia, figura nobile dal

portamento fiero e dalla lunga veste a piegoline di sicuro influsso greco. Situata alle spalle del museo si trova la Casa delle Anfore che deve il suo nome al rinvenimento di un considerevole numero di anfore.

moziaNel pomeriggio si svolgerà la al Museo archeologico Baglio Anselmi  che ospita il relitto di una Nave punica. L’antica imbarcazione, scoperta da Honor Frost nel 1969 nel tratto di mare al largo dell’Isola Grande, è un’importante testimonianza della battaglia delle Egadi combattuta tra romani e cartaginesi. Del relitto sono stati recuperati e ricostruiti il dritto di poppa e la fiancata di babordo, con parte della chiglia, dei madieri e delle ordinate che ne costituivano la struttura interna. Fanno parte della dotazione di bordo vasellame da mensa, un pugnale, cordami e persino resti di Cannabis. Il relitto di Marsala è una inequivocabile testimonianza del metodo di prefabbricazione delle navi fenicie e puniche. I corsi di fasciame e le parti strutturali erano costruite in serie e contrassegnate con segni o lettere dell’alfabeto fenicio, per essere poi assemblate velocemente e consentire il varo di un’intera flotta in pochi giorni.

Il museo ospita anche una ricca collezione di anfore da trasporto, ceppi di ancora, e al carico dei relitti arabo-normanni rinvenuti al largo del Signorino.

Dopo la partenza da Marsala è prevista una sosta a Dattilo per una degustazione etno-dolciaria.

Giuseppe Marino

Laureato in Giornalismo all'Università degli studi di Messina. Si occupa a tutto campo della sezione sportiva di Sicilians, con un occhio di riguardo verso il calcio nostrano. Vi racconterà di tutto e di più sull'ACR Messina e sul panorama sportivo regionale.

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