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Secondo ricorso al TAR contro Accorinti, ecco i nomi

Il sindaco Accorinti in piazza dopo la vittoria

“Operazioni elettorali per l’elezione del sindaco e del Consiglio comunale”. Questo l’oggetto del secondo ricorso depositato oggi al TAR di Catania contro il risultato delle elezioni amministrative di Messina.

A presentarlo Eleonora Falduto, Giovanni Smedile e Rita Todaro, che non si sono rivolti ad alcun avvocato. Il numero del ricorso è  il 1.910 e nei prossimi giorni si attende la fissazione dell’udienza.

Il giorno dell’udienza del primo ricorso contro il sindaco Renato Accorinti è stato invece già fissato per il 5 dicembre prossimo.

Quel giorno il Tribunale Amministrativo regionale dovrà decidere se accogliere o meno il ricorso presentato dall’avvocato Silvano Martella per conto di Alessia Currò, Giovanni Cocivera e Giovanna Venuti, tutti e tre esponenti del centrosinistra che alle amministrative di giugno non sono riusciti ad entrare in Consiglio comunale.

In prima battuta Martella aveva contestato il risultato di oltre una trentina di sezioni e oggi ha chiesto la verifica di altre, ampliando così il numero dei controlli da effettuare.

Rispetto a questo primo ricorso il sindaco di Messina ha cercato nei giorni scorsi di far fare un passo indietro al candidato del centrosinistra Felice Calabrò, che ha primo turno perse per soli 59 voti, ma senza alcun esito.

“Di questo ricorso non ne so niente e non mi interessa seguire la vicenda -dichiarò allora Calabrò- ma chiedermi di fare un passo indietro nel caso in cui il Tribunale Amministrativo Regionale dovesse darmi ragione significa non conoscere bene la materia della quale si sta parlando.Se il Tar mi dovesse dare ragione e io dovessi rinunciare, la città sarebbe di nuovo commissariata. E io non intendo aprire le porte al quarto commissariamento in 10 anni. Se e quando dovrò assumere una decisione, valuterò sul momento cosa fare”.

A questa presa di posizione, il sindaco Accorinti ha replicato preannunciando un eventuale ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa nel caso in cui il TAR dovesse dare ragione a Felice Calabrò.

Poiché le sentenze di primo grado sono immediatamente esecutive, il sindaco Accorinti potrà ricorrere in appello e presentare una richiesta di sospensiva rispetto alla decisione del TAR entro 20 giorni. Il giudizio definitivo dovrebbe arrivare entro tre mesi e nel caso in cui la richiesta di sospensiva dovesse essere accolta, Accorinti sarà il sindaco di Messina fino alla sentenza, che tra primo grado e appello tra poco più di un anno.