#Ragusa. Spaccio d’eroina tra Modica e Pozzallo, tre arresti

Giovanni Biazzo Ragusa Polizia sicilians 10_5_16
Giovanni Biazzo

La Squadra Mobile di Ragusa con l’Operazione Medicina ha disarticolato un gruppo dedito allo spaccio di eroina. La Polizia ha scoperto, con centinaia di intercettazioni e pedinamenti, che l’eroina,  acquistata a Palermo, arrivava a Vittoria e poi era venduta sui mercati di Modica e Pozzallo. E così la Squadra Mobile ha eseguite tre ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP presso il Tribunale di Ragusa, su richiesta del sostituto procuratore Valentina Botti, a carico dei fratelli BiazzoGiovanni di 28 anni e Mirco di 19 anni, e della 34enne Generosa AnconaDel gruppo fanno parte anche due tunisini, al momento latitanti.

Il maggiore dei fratelli Biazzo e Ancona, sua compagna, devono rispondere anche di estorsione. La donna facendo leva sul legame sentimentale con un suo ex, chiedeva denaro, insieme al nuovo compagno, minacciando la vittima di morte.

Nel 2015 la Squadra Mobile di Ragusa, dopo un’attività investigativa, ha appreso che l’eroina venduta a Modica e Pozzallo proveniva da Vittoria e pertanto, nel mese di aprile del 2015, ha effettuato un servizio antidroga, anche in considerazione del fatto che nell’ambiente circolava voce di droga tagliata male e che qualcuno poteva rimetterci la vita. Dopo una serie di appostamenti presso la stazione degli autobus di Vittoria i poliziotti hanno bloccato due tunisini. Uno dei due nascondeva nel retto ovuli per 100 grammi di eroina, ma, dagli accertamenti, è emerso che i due fossero complici.

Generosa Ancona Ragusa Polizia sicilians 10_5_16
Generosa Ancona

“Dalle immediate indagini tecniche sui telefoni dei due tunisini trovati in possesso dell’eroina si apprendeva che entrambi avessero decine di contatti con italiani residenti nei comuni di Modica e Pozzallo – spiegano dalla Squadra Mobile di Ragusa – pertanto l’attività investigativa è stata ampliata fino a giungere all’identificazione dei fratelli Biazzo e di Generosa”. Il giro d’affari dei destinatari della misura cautelare era sempre più in crescita ma per porre un freno alle attività di spaccio, gli agenti della Polizia sono intervenuti nel corso delle indagini con sequestri e facendo arrestare dei correi che si trovavano in altre province siciliane, in special modo a Palermo, luogo da dove proveniva l’eroina.

Un momento delicato dell’indagine è stato vissuto durante l’estate 2015, quanto gli acquirenti

lamentavano che l’eroina era stata tagliata male e aveva provocato gravi disturbi alla salute degli assuntori. “Quel momento, particolarmente delicato, è stato superato senza che nessun cliente riportasse danni permanenti ma, la fibrillazione tra i vari concorrenti al reato di traffico di sostanze stupefacenti, è servito perché ha fornito fondamentali riscontri all’attività di spaccio – aggiungono dalla Squadra Mobile. I clienti parlavano in codice di medicina (da qui il nome dell’operazione) per il mal di testa, asserendo di voler pagare anche il doppio se la cura avesse risolto il problema”.

Quando poi i tunisini che rifornivano i modicani si approvvigionavano di droga più pura, lo comunicavano ai clienti dicendo che la medicina adesso era quella buona: si garantisce buona qualità; se è davvero diversa domani faccio tornare i miei amici per fare una prova.

Centinaia i messaggi ricevuti dagli spacciatori, sia grossisti che dai cosiddetti di piazza, tutti cercavano l’eroina e in questi casi, spiegano i poliziotti, le indagini sono meno complesse perché gli eroinomani non riescono a controllarsi e anche telefonicamente chiedono in modo quasi esplicito di avere della droga.

Mirco Biazzo Ragusa Polizia sicilians 10_5_16
Mirco Biazzo

“Durante le attività d’indagine, dalle intercettazioni telefoniche di Giovanni Biazzo e della compagna, è emerso in modo chiaro che i due avessero preso di mira un ex della donna per estorcergli del denaro – aggiungono dalla Squadra Mobile. Se dapprima la donna simulava delle difficoltà economiche per farsi mandare del denaro, successivamente, avendo capito che l’uomo potesse conferire loro somme di denaro, decidevano di aumentare le richieste fino a quando la vittima non si rifiutava. In quel momento, i due, andavano su tutte le furie iniziando a minacciare di morte reiteratamente la vittima che in quel momento si trovava fuori regione appena scendi ti faccio vedere io; adesso sono 5.000 se no ti ammazzo; appena torni diventano 10.000, adesso fai così perché siamo per telefono, appena ti prendo ti ammazzo; non scendere più perché ti giuro che ti ammazzo pezzo di merda; ti stai mettendo in un guaio più grosso di te, se continui così domani non arrivi a mezzogiorno”.

Nelle more delle indagini e prima che arrivasse il provvedimento di cattura a carico dei tre arrestati, i due tunisini che si occupavano di rifornirli, entrambi residenti a Vittoria si sono allontanati dal territorio ibleo e sono tuttora in corso, indagini finalizzate alla loro cattura.

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