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Per ora si spala, poi la conta dei danni

Per una conta definitiva dei danni si dovrà  aspettare la fine dell’emergenza. Intanto il Governo Lombardo ha deliberato la dichiarazione dello stato di calamità, mentre la Provincia ha presentato la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza per i comuni di Antillo, Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Condrò, Fondachelli Fantina, Gualtieri Sicaminò, Merì, Messina, Milazzo, Monforte San Giorgio, Pace del Mela, Roccavaldina, Rodi Milici, Rometta, San Filippo del Mela, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela, Saponara, Spadafora, Terme Vigliatore, Torregrotta, Valdina, Venetico e Villafranca Tirrena. 

Nella zona jonica il comune più colpito è Antillo. I cedimenti del fronte collinare hanno travolto le frazioni Romito, Cicala e Famigliari. Famiglie isolate nelle borgate Pinazzo, Sverna e Pilato. Ma è sul fronte tirrenico che si sono riscontrati i danni più eclatanti. Saponara, ancora attonita per la perdita delle tre vittime, deve affrontare il problema delle molte famiglie sono sfollare. Oltre la ormai nota contrada Scarcelli, sono devastate pure le vie Roma, Como, Monza, Tripoli, Firenze, Castello e Ariella. Tanti i cittadini che non sono potuti ancora rientrare nelle loro case. 

“La situazione meteo è migliorata, ma ci sono ancora forti rischi di frane nei quartieri di Scarcelli, Saponara centro, Cavalieri e San Pietro. Stiamo lavorando per ripristinare la viabilità principale, mentre i servizi essenziali sono stati riattivati in tutto il territorio, tranne qualche caso sporadico. A quasi tre giorni dall’alluvione, il sindaco di Saponara Nicola Venuto parla al sito dell’Anci spiegando che “i mezzi stanno cercando di riattivare la circolazione sulle strade primarie e secondarie, mentre la fornitura di acqua, luce, gas e telecomunicazioni é di nuovo disponibile, soprattutto grazie all’arrivo di alcuni ponti radio che hanno consentito di superare le difficoltà delle prime ore”. 

Sono invece ben 125 le famiglie che sono state trasferite negli alberghi della zona, dove saranno ospitate mentre si stanno concludendo le ricerche di Luigi Valla, l’operaio 55enne rimasto sepolto sotto il fango dopo la frana che si é abbattuta martedì sera a Scarcelli. Attiva, sin da subito, la macchina dei soccorsi con oltre cinquecento operatori tra vigili

del fuoco, esercito e Protezione civile. Intanto la Procura di Messina ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Titolare del fascicolo è il pm Camillo Falvo, che venerdì mattina ha effettuato un sopralluogo sui luoghi del disastro insieme con il Procuratore capo Guido Lo Forte

A Barcellona nessuna vittima. La città, però, è sommersa dal fango. La popolazione scava, molti hanno perso tutto, tanti cominciano a gridare al disastro annunciato. Infatti, le zone delle esondazioni corrispondono con estrema precisione alle aree individuate dal Piano di assetto idrogeologico redatto dalla Regione siciliana, che è allegato al Piano Regolatore Generale. I torrenti Longano e Idria, le saje di contrada Oreto sono tracimante inondando contrada Pozzo Perla e Margi. Difficile anche per i soccorritori raggiungere molte famiglie isolate. La forza del fango ha tranciato le condutture dell’acquedotto municipale, lasciando senza acqua la popolazione. Impauriti e sconfortati, i barcellonesi provano a liberare strade e cantine. 

Critica anche la situazione nel comune di Castroreale, dove si è registrata la più alta quantità di precipitazioni (ben 400 millimetri di pioggia per metro quadrato). Almeno cinque condotte sono state distrutte dal maltempo, mettendo a rischio l’approvvigionamento idrico del paese. Restano ancora diverse famiglie isolate nelle contrade di Santa Venera del Bosco, Franco e Malasà. Fortunatamente il livello dei torrenti Crizzina e San Gaetano, affluenti del Longano, si è notevolmente abbassato abbassando il livello di guardia. 

A Rometta, sono precarie le condizioni di contrada Giampaolo, limitrofa al torrente Saponara, che segna il confine con Rometta Marea. La strada di accesso alle zone residenziali di Romarea, L’altra Rometta, Contrada Vena e Perla del Tirreno è crollata a causa dell’esondazione delle acque del torrente, isolando oltre cinquanta nuclei familiari. Anche dal versante Saponara non è praticabile l’arteria viaria di collegamento con altri complessi edilizi. Un ponte ferroviario a rischio crollo è stato già demolito. 

Anche Villafranca Tirrena è stata travolta da detriti e fango. Il torrente Calvaruso ha rotto gli argini e le frazioni di Calvaruso e Divieto si trovano in condizioni critiche. Chiuse anche la Strada provinciale 52 e le vie Liotta e Ferrara. Superata l’emergenza idrica, resta da risolvere il problema di alcune decine di famiglie ancora isolate. (foto Dino Sturiale)

Domenico Siracusano

Attore e osservatore dei fenomeni sociali e politici, scrive da quando i giornali di quartiere erano di carta e si credeva che un bell’articolo di analisi potesse smuovere le coscienze e forse le montagne. Nel 1997 fu il primo a parlare di casta e gettoni di presenza, beccandosi minorenne una querela, poi ritirata, da un consigliere di Quartiere. Affianca la scrittura all’organizzazione di viaggi con il CTS. Un giorno scriverà di luoghi e destinazioni lontane e sarà un inviato specialissimo.