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Per i vertici ATM e le consulenze oltre mezzo milione l’anno

L’ATM di Messina e le sue storie di ordinaria follia. Con dirigenti e consulenti per i quali si spende oltre mezzo milione l’anno, mentre i lavoratori vanno avanti con acconti di 200 euro al mese e in città girano mediamente 25 mezzi tra bus e tram.

A denunciarlo è il sindacato Orsa, che punta il dito anche contro il bando per l’acquisto di 50 nuovi autobus che è scaduto e del quale non si ha alcuna notizia, così come sembra svanito nell’oblio l’appalto per la segnaletica della ZTL, che una volta sistemata consentirebbe di aumentare gli introiti dei parcheggi a pagamento.

E non è tutto, perché l’Orsa preannuncia il blocco forzato del servizio a causa della mancanza di liquidità dell’Azienda.

Per restare in tema di parcheggi, c’è da fare chiarezza anche sul Contratto di Servizio che il Comune e l’ATM stipuleranno per la gestione dello Zaera. “Se si stipulerà un contratto come quello del Cavallotti -dichiara Michele Barresi, segretario generale di Orsa Trasporti di Messina- meglio lasciare perdere. E’ un contratto che qualsiasi privato rifiuterebbe visto che prevede che il Comune incassi il 40% delle entrate e che con il restante 60% l’Azienda Trasporti provveda anche alla manutenzione. Una vera follia”.

Intanto in una lettera aaperta inviata stamane ai commissari straordinari del Comune e dell’ATM Luigi Croce ed Enrico Spicuzza, al prefetto Stefano Trotta, all’assessore regionale ai Trasporti Nino Bartolotta e ai candidati sindaco della città, Barresi e il segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro puntano il dito contro il mancato trasferimento dei fondi previsti.

“Nelle ultime settimane  -scrivono i due segretari generali- abbiamo ripetutamente segnalato l’aggravarsi della cronica vertenza ATM che oggi vede concretamete a rischio l’occupazione ed il servizio reso all’utenza senza ricevere riscontro alcuno da parte di coloro che a vario titolo hanno oggi (o hanno avuto in passato) precise responsabilità del declino dell’Azienda di trasporto pubblico cittadino.

Ad oggi non vi è notizia alcuna del milione 400 mila euro che il Comune avrebbe dovuto trasferire come dodicesimo di bilancio di maggio già da giorno 1, mentre i lavoratori attendono ancora il saldo del mese di febbraio e tutte le mensilità successive.

L’azienda, non potendo contare su alcun trasferimento certo

di risorse da parte di Comune e Regione, si trova costretta a sopravvivere unicamente con gli incassi derivanti da biglietti e gratta e sosta (che consentono un incasso di 12 mila euro al giorno), con i quali di certo non può affrontare le spese di esercizio e garantire gli stipendi. Pertanto, temiamo di essere prossimi all’interruzione forzata del servizio di trasporto cittadino”.

A peggiorare la situazione un ordine di servizio interno di ieri, che secondo l’Orsa regolamenta una procedura inusuale e senza precedenti nella pubblica amministrazione, che prevede la concessione di due acconti e due soltanto da 100 euro ciascuno ai lavoratori che ne facciano richiesta.  “In sostanza -scrivono Massaro e Barresi- un dipendente che continua regolarmente a svolgere il proprio lavoro, dovrebbe sopravvivere con 200 euro al mese. Possiamo dire senza timore di smentita che anni di cattiva gestione ed amministrazione della cosa pubblica hanno ridotto i lavoratori all’elemosina, calpestandone diritti e dignità nel silenzio colpevole di una classe politica e dirigente distratta o assente.

Suona come una beffa in periodo di spending review e in un’azienda pubblica al collasso per una evidente cattiva gestione, apprendere dai dati ufficiali presenti nel sito dell’Azienda, che solo per i vertici (Direttore Generale, Direttore Amminitrativo, Direttore Esercizio Tranvia e Direttore Esercizio Gommato) e per una sfilza di incarichi di consulenza esterna si spendano oltre 540 mila euro l’anno, che in proporzione corrispondono a 21 mila euro per ogni mezzo pubblico che l’ATM giornalmente riesce a mettere in servizio per l’utenza cittadina (20 bus e 5 tram).

Apprendiamo di soluzioni fantasiose per risollevare le sorti dell’ATM che coinvolgono Onlus di volontariato nella lotta al portoghesismo sui mezzi, ma ci chiediamo se non sia più proficuo invece estendere ai ruoli di dirigenza tale esperimento, cercando volontari esperti e competenti che possano guidare l’azienda di trasporto pubblico di questa città, oggi lasciata alla deriva”.

L’Orsa incalza anche sulla trasformazione dell’Azienda in società per azioni. L’iter è fermo in Consiglio Comunale (che il sindacato definisce “assente”) e non si sa né come né quando si sbloccherà. Nel frattempo, Massaro e Barresi chiedono che si reperiscano le somme necessarie per il pagamento di tutti gli arretrati dei lavoratori, coinvolgendo anche l’assessorato regionale ai Trasporti che secondo i due dirigenti sindacali “da troppo tempo attende quei segnali di discontinuità nella gestione dell’ATM  che  la politica e le amministrazioni cittadine  fin qui succedutesi non hanno dimostrato di saper portare a compimento”.