#Messina. Scandalo TirrenoAmbiente, il sindaco Foti: “Più controlli”

La discarica di Mazzarrà Sant’Andrea

“Accendere i riflettori e richiamare l’attenzione e il controllo della Guardia di Finanza e della magistratura inquirente per verificare la regolarità nella scandalosa gestione della vicenda rifiuti che è avvenuta in questo territorio nell’ultimo decennio”. A chiederlo è il sindaco di Furnari Mario Foti, che in una nota ripercorre la vicenda della TirrenoAmbiente spa, la società che gestisce la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea.

“Nell’ambito dell’operazione Vento di maestrale condotta dalla Procura della Repubblica di Viterbo nella quale sono stati contestati i reati di truffa, frode in pubbliche forniture, falso ideologico e abuso di ufficio nella gestione dei rifiuti -dichiara Foti- è stato arrestato Carlo Rosario Noto La Diega, componente il Consiglio di Amministrazione di TirrenoAmbiente  fino al 25 maggio 2015 e amministratore della società Gesenu spa fino a qualche anno fa, quando la stessa gestiva la raccolta, il trasporto e lo smaltimento rifiuti e la gestione di riscossione della tassa rifiuti per conto dell’ATO ME2.

Al di là della presunzione di innocenza prevista dal nostro ordinamento, non ci si può esimere dal fare qualche doverosa considerazione. L’ingegner Noto La Diega ha gestito per un decennio il settore dei rifiuti anche nel nostro territorio per conto dell’ATO ME 2, avendo la Gesenu vinto la gara per la gestione dei rifiuti e per la riscossione dalla costituzione della società d’ambito. Al contempo ha promosso un giudizio dinnanzi al Tribunale di Perugia nel quale si chiede la condanna della società d’ambito e, in solido, dei Comuni soci dell’ATO ME 2 per un importo superiore a oltre 50 milioni di euro”.

Foti sottolinea le diverse denunce presentate da quando è sindaco di Furnari insieme ad altri esponenti politici, che hanno

“finalmente scoperchiato il pentolone della società mista TirrenoAmbiente mostrando i discutibili interessi e il ruolo determinante nell’affare dei rifiuti di alcuni imprenditori. Tra questi Giuseppe Antonioli, Carlo Noto La Diega e Giuseppino Innocenti. I primi due arrestati, l’ultimo imputato in diversi procedimenti penali.

Siamo e restiamo fiduciosi sull’operato della magistratura e auspichiamo che le Procure di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto arrivino a breve a concludere le indagini, ridando dignità a un territorio saccheggiato dalla scandalosa gestione dei rifiuti“.

Tra l’altro, ricorda ancora il sindaco di Furnari, è notizia recente che “la società Osmon spa, della quale Antonioli era amministratore unico mentre la maggioranza di Innocenti e di alcuni suoi familiari, dopo aver ottenuto la ’affidamento di partite milionari senza gara d’appalto da parte della società mista TirrenoAmbiente spa, gestita dagli stessi, ha fatto richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Vercelli, sezione fallimentare.

E’ dunque palese come in questa vicenda emergano forti dubbi di trasparenza che fanno ritenere che la richiesta di concordato preventivo possa essere finalizzata per l’elusione di precise responsabilità patrimoniali e societarie. E questo proprio nel momento in cui una puntuale azione di pubbliche denunce ha determinato la forzosa interruzione dei rapporti tra le due società, nella quali hanno convissuto un grave conflitto di interessi e una inammissibile assenza di vigilanza e di controllo da parte del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea, socio di maggioranza, attualmente al vaglio della Commissione di Accesso agli atti.

La notizia dell’arresto di Carlo Rosario Noto La Diega rende oggi più che mai attuale il dubbio sulla regolarità e la legittimità delle operazioni del liquidatore dell’ATO ME2, dalle quali deriva un enorme debito nella gestione dei rifiuti che si vorrebbe riversare illegittimamente sui bilanci dei Comuni soci dell’ATO ME 2″.

 

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