Messina, l’AMAM dichiara guerra ai morosi: 8 messinesi su 10 non pagano

AMAMMESSINA. Novanta milioni di debiti da sopportare sono davvero troppi per una società partecipata del Comune e adesso l’AMAM pretende comportamenti responsabili da parte di tutti i cittadini.

Tra utenze intestate a persone ormai morte, pasticci nei condomini a causa del contatore unico che rende più lungo il percorso per capire chi paga e chi no e fatture inviate per posta semplice e mai recapitate o, peggio, intimazioni di a chi invece è in regola, la situazione è davvero complicata.

Stamane la presidente dell’AMAM Loredana Bonasera, insieme al Consiglio di Amministrazione, al sindaco Federico Basile e al direttore generale di Palazzo Zanca Salvo Puccio (che in passato è stato anche al vertice dell’Azienda Acquedotto), ha presentato alla città il piano di recupero dei crediti accumulati nei confronti degli utenti.

Dopo la battuta d’arresto dovuta alla pandemia di coronavirus adesso si fa sul serio, visto che 8 utenti su 10 non pagano la fornitura idrica. Chi non ha potuto o voluto pagare le bollette dell’AMAM ha tempo fino al 28 febbraio per regolarizzare la propria posizione sia contattando gli uffici di viale Giostra sia tramite il portale per chi ha più dimestichezza con l’informatica

 


Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.