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#Messina. Ente Teatro nella bufera: denunce dei sindacati anche a Procura e Corte dei Conti

orchestra-688190_640Una nuova tempesta sull’Ente Teatro di Messina. Pioggia di denunce alla Procura della Repubblica peloritana, alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo, all’Ispettorato Provinciale del Lavoro e all’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo di Palermo. A firmarla Slc Cgil, Uilcom Uil e Fials, che contestano una “continua gestione anomala” da parte dell’attuale dirigenza.

“L’aver riaperto, da parte dei vertici, il teatro Vittorio Emanuele alla fruizione dei cittadini -commenta il segretario generale Slc Cgil Pippo Di Guardo– non può essere inteso come il compimento di un atto straordinario. E’ insito nell’ordinarietà di una corretta gestione amministrativa rendere disponibile un bene pubblico, nonché polo culturale, alla propria città”.

“È oltremodo implicito che essere Ente Autonomo -aggiunge il segretario generale di Uilcom Uil Nino Di Guardo– non significa operare con anarchia nella gestione del personale. Sia ente pubblico che soggetto privato non possono derogare le regole, le leggi e le norme di questo Stato”.

A confermare le dichiarazioni dei sindacati i diversi rilievi dell’assessorato regionale competente, che ha puntato il dito sia sulle scelte organizzative che di gestione.

“Anche i provvedimenti adottati con il personale spesso non hanno sortito alcun effetto concreto -chiosano i sindacati. I rilievi e i richiami dei Revisori dei Conti non sono serviti a porre la necessaria attenzione all’anomala gestione amministrativo-contabile.

Allo stesso modo, non hanno ancora ottenuto riscontro le denunce di alcuni componenti il C.d.A. dell’Ente Giovanni Moschella e Totò D’Urso in relazione alle inadeguatezze gestionali amministrative e contabili, mentre le organizzazioni sindacali hanno ripetutamente denunciato le anomalie nella gestione del personale, sia in organico, che stagionale o

a tempo determinato. Anche in questo caso non ci sono stati esiti concreti da parte degli organi di controllo”.

Per Nino Di Guardo “sono stati adottati provvedimenti urgenti e transitori per l’assetto degli uffici che non hanno fatto altro che portare caos organizzativo nell’intero Ente. Per mesi sono state sfruttate le professionalità di alcuni lavoratori, spesso a discapito di altri, senza peraltro alcuna interlocuzione con i sindacati”.

Ma non è tutto. Perché “non c’è un solo atto formale o un verbale sottoscritto dalle organizzazioni sindacali con i responsabili dell’Ente che veda una intesa sulle questioni che riguardano complessivamente il personale, la sua ricostruzione di carriera o l’inquadramento che si intende adottare -incalza Pippo Di Guardo”.

Le categorie di lavoratori all’interno dell’Ente Teatro sono diverse, spaziano dal personale amministrativo e tecnico fino a quello artistico e necessitano di contratti differenti tra loro, adeguati alle diverse specificità. I sindacati denunciano invece che il personale stagionale (tecnici, sarte, professori d’orchestra, attori, ballerini e truccatori), sia stato contrattualizzato e retribuito con “varie e fantasiose tipologie di contratti assolutamente fuori da ogni norma“.

“Per verificare quanto affermiamo -chiosa Nino Di Guardo- basterebbe chiedere all’Ente copia di tutti i contratti sottoscritti dai lavoratori in questi mesi, le attestazioni per la consegna e l’utilizzo dei DPI, dove siano stati impiegati per svolgere le attività lavorative (per la verifica se i locali o i cantieri erano a norma) e quali siano state le loro retribuzioni”.

Dito puntato contro la classe politica, accusata di essere “complice e garante di questo modus operandi, così da consentire questa gestione. Pur prendendone atto, continueremo a vigilare e denunciare -conclude Pippo Di Guardo. Non vogliamo essere complici di una conduzione che porterà al collasso il Teatro Vittorio Emanuele e i suoi lavoratori”.

 

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.