Max Gazzè e il Coast to Coast tour all’arena Vittorio Emanuele di Furnari

T-shirt bianca, jeans e basso rosso. Così si è presentato, ieri, Max Gazzè sotto il cielo nuvoloso ma, per fortuna, non piovoso di Portorosa ai tanti (ma non tantissimi) messinesi e non accorsi all’Arena Vittorio Emanuele per assistere ad una delle date siciliane del Coast to Coast .

Gazzè, accompagnato dalla sua storica band (Clemente Ferrari al pianoforte e alle testiere, Max Dedo ai fiati, Giorgio Baldi alla chitarra e Cristiano Micalizzi alla batteria) ancor prima di salutare il pubblico ha aperto il concerto con Il motore degli eventi (brano tratto da un album del 2001), cui è seguita la più recente I tuoi maledettissimi impegni.

Ed ecco il momento dei saluti a una platea inizialmente tiepida e composta che si è andata via, via scaldando nel corso della serata, Gazzè racconta di avere la sensazione di suonare a casa. “Sono siciliano al 100% -dice- mamma catanese, papà di Scicli”.

E poi si torna alla musica, la serata è particolarmente umida, bisogna invocare un Vento d’Estate, cui segue la romantica A cuore scalzo, in un crescendo che si conclude con il pubblico che intona a gran voce il ritornello di Timido ubriaco.

È una serata di e ce n’è per tutti. E’ la volta del primo singolo di Gazzè, Quelli che fanno paura, datato 1995. Un regalo agli storici fan del cantautore romano, che a questo punto del concerto invita tutto il pubblico a battere le mani

come era tradizione fare nelle migliori discoteche degli anni ’70.

Introduce così una delle canzoni più amate, a lungo cantata dai presenti, Cara Valentina, il cui ritornello ripetutamente è intonato dall’artista e dal pubblico ironicamente, in barba al testo che recita “per esempio non è vero che poi mi soffermo sempre su un solo argomento”.

Comunque vada e il successo condiviso con gli amici Fabi e Silvestri (“un’esperienza meravigliosa la nostra, sono come fratelli per me). L’amore non esiste apre la via alle amatissime L’uomo più furbo del mondo, Il solito sesso, la struggente ninna nanna Mentre dormi.

L’Arena è tutta in piedi, gli spettatori di ogni settore saltano e cantano la Favola di Adamo ed Eva e, letteralmente, si scatenano al ritmo di Sotto Casa.

Max e i suoi salutano e vanno via. Ma il pubblico non ci sta e intona a gran voce il ritornello di Cara Valentina, certo del tradizionale bis.

Le luci sono ancora basse. Gazzè e la sua band tornano sul palco per regalare L’amore pensato, Annina e Una può fare i pezzi che mancavano per completare il quadro del concerto gradevole di un artista timido ma disponibile, accompagnato da musicisti talentuosi, svoltosi in uno scenario che più estivo non si può.

E’ timido Gazzè, di una timidezza che in alcuni momenti rischia di non metterlo in relazione con il pubblico. Ma la sua simpatia, la sua bravura e l’originale profondità dei suoi testi lo rendono, comunque, per citare un (non solo) suo recente successo il padrone della festa.

 


Maria Flavia Timbro

Avvocato, da sempre appassionata di diritti civili, conduce quotidianamente battaglie politiche e di principio contro tutti i mulini a vento che incontra. Ferma sostenitrice della parità di genere ma contraria alle quote rosa, ama definirsi femminile e non femminista. Scrive da quando il 23 maggio del '92 una scarica di tritolo ha cambiato il suo modo di guardare le cose e la vita di tutti i siciliani onesti. Non mette gli orecchini se è di malumore e quando scrive usa, ancora, rigorosamente carta e penna. Ma non chiamatela antiquata. Al massimo un po' retrò. .

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