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L’ASP di Messina nega i permessi per la 104, nuovo esposto in Procura della UIL FPL

MESSINA. Nuovo esposto della UIL FPL alla Procura della Repubblica contro l’ASP 5 di Messina per la mancata applicazione della Legge 104 ai dipendenti dell’azienda sanitaria che ne hanno fatto richiesta. Pippo Calapai, segretario generale della UIL FPL di Messina, ha firmato l’esposto, argomentandolo con riferimenti normativi che secondo il sindacato sarebbero stati violati dal manager dell’ASP Paolo La Paglia. Si apre quindi un nuovo contenzioso” con il vertice dell’Azienda sanitaria dopo quello relativo ai veterinari. “L’articolo 24 del decreto legge 18 del 17 marzo scorso incrementa i giorni di permesso retribuiti di ulteriori complessive dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020”, specificando che “il beneficio è riconosciuto al personale sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende e degli enti del SSN impegnati nell’emergenza COVID-19 e del comparto sanità”.
Nell’esposto indirizzato alla Procura della Repubblica di Messina si legge: “Con nota prot, n. 15497 del 18/3/2020 l’Assessorato Regionale della Salute – Dipartimento Pianificazione Strategica ha invitato le Direzioni Aziendali ‘ad evitare di concedere gli ulteriori benefici di cui all’art. 24 del citato D.L. 18/20, nella considerazione che l’applicazione di tale disposizione recherebbe pregiudizio all’attività ed all’organizzazione dei servizi già fortemente critica in questo momento di assoluta emergenza sanitaria’, l’ASP di Messina, in ossequio alle superiori direttive assessoriali, con nota prot, n, 35123 del 19/3/2020 ha disposto che ‘ per il personale medico e sanitario non si potrà dare corso alle richieste avanzate, considerando prioritarie le esigenze di servizio, durante il periodo di emergenza COVID 2019’. A seguito delle sollecitazioni delle Organizzazioni Sindacali Regionali per il mancato riconoscimento ai medici ed al personale sanitario dell’incremento delle giornate di permesso per assistere familiari con handicap grave, previsto dall’art. 24 del D.L. 18/20, l’Assessorato Regionale della Salute modifica l’orientamento precedente e con circolare prot, n. 16444 del 26/3/2020 stabilisce ‘sebbene il beneficio riconosciuto al personale sanitario impegnato nell’emergenza COVID-19, sia da contemperare con le esigenze organizzative delle Aziende ed Enti del servizio Sanitario Regionale, tuttavia si ritiene di escludere da tale valutazione il personale che richiede la fruizione dei suddetti permessi ‘speciali’ qualora il familiare per cui si presta assistenza rientri nella tipologia dei malati gravi e oncologici’.    
Le disposizioni assessoriali e la richiesta della scrivente vengono ignorate dall’ASP sino alla data del 7/4/2020 allorché con nota prot n. 43735 vengono forniti ulteriori chiarimenti che non solo disattendono, assolutamente, gli orientamenti assessoriali di cui alla nota 16444/2020 bensì, inopinatamente, vengono citati a sostegno, in modo imbarazzante, per ribadire che “ l’estensione dei benefici della legge 104/92 previsti in occasione dell’attuale emergenza Covid-19 non può essere applicata al Personale Medico, Sanitario e Tecnico [i dipendenti di quest’ultimo ruolo non sono previsti dalla legge tra quelli, eventualmente, rientranti nella valutazione], dovendo dare priorità alle esigenze di servizio dettate dall’emergenza in atto, come peraltro sottolineato dall’Assessorato con nota prot, 15497 del 18/3/2020 confermata e precisata con nota prot. n. 16444 del 26/03/2020”; quest’ultima affermazione è palesemente e volutamente non vera.
In verità, l’Atto Aziendale dell’ASP di Messina affida ai Direttori di Struttura Complessa, ai Responsabili delle Strutture Semplici a valenza dipartimentale ed ai Responsabili delle Strutture Semplici, preposti alle diverse articolazioni organizzative aziendali, la gestione delle risorse umane, per cui compete ai suddetti dirigenti la valutazione delle esigenze organizzative di ciascuna unità operativa, cosi come di norma avviene nella programmazione delle ferie sia per l’area della dirigenza che del comparto.
Infine, l’orientamento espresso in data 30/4/2020 è sopraggiunto, come innanzi indicato, alla scadenza della facoltà di fruizione dei permessi, per cui siamo in presenza di un’ulteriore beffa per i dipendenti che non solo non potranno più avvalersi del beneficio per assistere i familiari malati gravi e oncologici ma anche penalizzati rispetto ad altri lavoratori che “furbescamente” hanno fatto richiesta e fruito dei permessi”.
Conclude l’esposto: “Il sig. Procuratore della Repubblica, cui la presente è diretta per conoscenza, voglia valutare eventuali profili penalmente rilevanti ed i danni ingiusti arrecati ai lavoratori ed ai familiari disabili in conseguenza della mancata fruizione dei permessi, perseguendo i soggetti responsabili dei comportamenti esposti nella presente denuncia”.