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“Io, gigolò a Messina”

“Mi chiamo Giorgio, ho 35 anni, vivo a Messina e di mestiere faccio il gigolò“. Fu questo il primo contatto in rete con Giorgio (nome di fantasia), quando ancora il sole baciava i corpi abbronzati nella nostra città.

Il suo messaggio tanto inatteso quanto interessante da approfondire. Quattro mesi di incubazione per studiare il soggetto. La voglia di raccontare come vive un gigolò in una realtà bigotta come quella che ci appartiene.

“Amo le donne e la bella vita, ma non mi sarei mai sognato di arrivare a fare questo mestiere. Nessuno conosce la mia seconda identità e ho mantenuto uno status sociale nella media“.

Per proteggere la privacy di Giorgio, non svelerò il suo vecchio mestiere. Posso garantirvi però che questo gigolò potrebbe essere senza difficoltà il vostro vecchio salumiere, l’autista del pullman che prendevate tutti i giorni per andare a lavoro, il vostro vicino di casa.

“Ho iniziato a prostituirmi nell’estate del 2013. Una serata di solitudine qualsiasi, mollato dalla ragazza e licenziato da poco. Poi l’idea: ho un bel fisico, perché non sfruttarlo? Da allora sono stato con più di cinquanta donne, quanto basta per raccontare di queste cose.

La cliente più giovane aveva 28 anni. Studentessa universitaria benestante, fuori sede, ed anche fuori corso. È stata anche la prima ad avermi contattato. E da quel momento tutto ha avuto inizio. Avvocati, dottoresse o commercianti. Ho capito che non è fondamentale avere il fisico: è lo sballo del momento che conta”.

Giorgio è stato fortunato: il passaparola del desiderio ha funzionato. Oggi ha un giro ormai fisso di insospettabili che chiamano in cerca di lussuria o di qualche momento di fuga extraconiugale. Per 100 euro l’ora, e mai a casa sua.

Mi è capitato anche di andare con over 60. Chi ha detto che il sesso ha età? E poi è tutto più semplice con loro. Non ho però fatto sesso con tutte le donne che mi hanno pagato. Alcune hanno bisogno di un autista, altre di un amico con cui confidarsi ed altre ancora, di solito quelle più in là con gli anni, di un giovanotto da mostrare alle amiche nelle serate di burraco dei salotti buoni della città”.

Le richieste più strane le ho ricevute da donne sulla cinquantina. Ma anche da uomini propensi al voyeurismo sfrenato. Ai rapporti gay o al sadomaso ho detto no. Bondage e sex toys sono le richieste che vanno comunque per la maggiore. E vi consiglio di non sbirciare mai troppo nelle borsette delle signore in fila alla casa del supermercato: potreste trovare di tutto”.

Gli anni sono dalla sua, ma vendere il proprio corpo non è un lavoro che può durare in eterno. Le donne sono esigenti. Poi bisogna fare i conti con l’inflazione fisica e fiscale. Un futuro da riprogrammare in ogni caso. In Sicilia o altrove.

“Non ho una famiglia a cui pensare, e di questo sono felice, ma so di non poter vivere di prestazioni sessuali a vita. Magari lavorerò così per un’altra decina d’anni, giusto il tempo di mettere da parte qualcosa per aprire un’attività commerciale e riprendere in mano la mia vita. A Messina o forse all’estero. Senza dimenticarmi che per ottenere ciò che avrò sono dovuto scendere a compromessi con il mio modo di essere e la mia razionalità”.