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Il TAR dà ragione al Comune: i disabili devono pagarsi gli stalli

Che in Italia la legge non sia uguale per tutti è un dato di fatto talmente acclarato che è inutile sottolinearlo in questa sede. Ogni tanto però i magistrati si svegliano e in un guizzo improvviso applicano questa massima che, spesso inutilmente, fa bella mostra di sé in tutte le aule di tribunale del Paese.

Lo ha fatto anche la terza Sezione del TAR di Catania, che con la sentenza 1.732 ha dato ragione al Comune di Messina in merito al pagamento degli stalli per i disabili, che secondo gli illuminati giudici del Tribunale Amministrativo Regionale etneo dovranno pagarsi da soli la segnaletica.

Il TAR ha infatti respinto il ricorso presentato dalla sezione provinciale di Messina dell’Unione Italiana Ciechi contro il Comune di Messina rispetto alle procedure utilizzate per l’assegnazione di spazi di sosta personalizzati per disabili, deliberando “… che in tema di circolazione di veicoli e di strumenti di agevolazione della mobilità delle persone disabili, appare logico e ragionevole prendere in particolare considerazione l’aspetto dell’invalidità rappresentato dalla non deambulazione, sicché la determina impugnata non sembra avere carattere discriminatorio tra categorie di soggetti invalidi, né tantomeno effetti lesivi della dignità dei soggetti non vedenti”.

Una determina, quella firmata dal dirigente Mario Pizzino e strenuamente difesa dal commissario straordinario di Palazzo Zanca Luigi Croce (che in 9 mesi di mandato non ha dimenticato neanche per un attimo di essere un ex Procuratore Generale), che quando fu pubblicata suscitò un vespaio di polemiche.

La risposta dell’imperturbabile Croce durante una conferenza stampa? “Tutti i cittadini sono uguali e quindi anche i disabili devono pagare gli stalli speciali come fanno gli altri, altrimenti li faremmo sentire diversi”.