Il barcellonese Alessio Barchitta vince a Milano il Premio Artivisive San Fedele

MILANO- E’ stato il barcellonese Alessio Barchitta il vincitore del Premio Artivisive San Fedele, che come sempre ha selezionato un gruppo di artisti tra i 20 e i 35 anni, le cui opere sono state esposte in una mostra presso la galleria di via Hoepli a Milano Un’iniziativa benemerita e unica, quella dei gesuiti milanesi. Che da un paio di lustri, ormai, si rivolge ai giovani creativi di tutto il mondo: quest’anno, tra gli oltre sessanta partecipanti, in dodici sono stati invitati a realizzare delle opere legate al tema assegnato, dopo aver partecipato a incontri e seminari di teologia, filosofia, sociologia tenuti da docenti universitari e biblisti. Insieme a docenti e critici d’arte che li hanno accompagnati dalla fase progettuale a quella finale, interrogandosi su quale “luce”, oggi, è in grado di illuminare il travaglio della condizione umana, le strade incerte dell’uomo contemporaneo. Il tema di questa edizione ha voluto stimolare una riflessione su come l’immagine della libertà è stata compresa dal mondo artistico giovanile. Dopo la grande crisi delle ideologie, in una società che tende continuamente a intossicarci da una quantità infinita di parole, da troppe e false informazioni, da una molteplicità indiscriminata d’immagini, in che modo è possibile pensare un cammino di libertà
I partecipanti hanno seguito una serie d’incontri formativi tenuti da specialisti come il filosofo Silvano Petrosino, il Direttore della galleria Andrea Dall’Asta e il professore di Estetica all’Università Cattolica di Milano Roberto Diodato. Il ruolo di visiting professor è stato affidato all’artista Emilio Isgrò.
I critici Giorgio BonomiManuela Gandini hanno valutato la presentazione dei portfolio dei partecipanti accompagnati dai curatori-tutors: Daniele Astrologo Abadal, Chiara Canali, Stefano Castelli, Serena Filippini, Matteo Galbiati,

Ilaria Mannoni, Kevin McManus e Gabriele Salvaterra.

Con il Premio Artivisive San Fedele, la Fondazione Culturale San Fedele vuole ogni anno stimolare gli artisti ad una riflessione sul significato più profondo dell’arte, affinché la dimensione estetica possa essere sempre più in relazione all’esistenza umana, contro ogni tendenza esclusivamente estetizzante.

Alessio Barchitta ha vinto con l’opera dal titolo “Il tuo sguardo mi scioglie”. Grazie ai suoi effetti visivi e plastici, lo spettatore diventa il vero protagonista dell’azione creativa. Per poter accedere alla visione dell’oggetto rinchiuso in una tca di vetro specchiante, lo spettatore deve accendere la luce, che, illuminandolo, lo scioglie. Un lavoro certosino quello di Barchitta, che è consistito in un agnello pasquale in cera che riproduce quello di pasta di mandorle diffuso nella tradizione culinaria meridionale e in modo particolare in Sicilia. Così, con l’illuminazione della teca, dotata di una resistenza elettrica, il dolce si scioglie. Un meccanismo semplice la fattura della scultura in cera, l’agnello formato da un calco proveniente da una pasticceria. Mezzi tecnici rudimentali, facilmente accessibili, e per proprio per questo di fortissimo impatto sull’utente che deve scegliere tra la rinuncia alla visione dell’agnello, preservandolo dalla distruzione, oppure il godimento della visione e conseguente scioglimento della cera. La stessa scritta, posta sul muro dietro la teca, suona come un allarmante dichiarazione d’amore, un vero proprio invito a consumare con la vista l’oggetto dei propri desideri, a soddisfare la propria curiosità: “il tuo sguardo mi scioglie”.  Con questa straordinaria opera, il talento barcellonese Alessio Barchitta ha messo in luce la debolezza dello sguardo contemporaneo e lo ha fatto offrendogli la libertà di scegliere, di potere mantenere la luce spenta e favorire una lettura interiore della vita.

Carmelo Amato

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