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Elezioni in Sicilia, da Messina 11 deputati all’ARS

Palazzo dei Normanni, sede dell'ARS

Domani si vota per l’elezione del presidente della Regione siciliana e per il rinnovo dell’Assemblea Regionale.

Nei 9 collegi provinciali la ripartizione dei seggi, attribuita secondo un quoziente legato alla popolazione, prevede 7 eletti ad Agrigento, 4 a Caltanissetta, 17 a Catania, 3 a Enna, 11 a Messina, 20 a Palermo, 5 a Ragusa, 6 a Siracusa e 7 a Trapani.

Le urne saranno aperte solo dalle 8 alle 22. Lo scrutinio inizierà lunedì 29 dalle 8. A essere chiamati alle urne sono 4.426.754 siciliani (di cui la maggioranza, 2.284.380, donne). Si voterà in 5.307, sezioni sparse nei 390 comuni delle nove province dell’Isola. In occasione delle ultime elezioni regionali nel 2008 (13 e 14 aprile) a votare fu il 66,68% degli aventi diritto, ma in quel caso le urne rimasero aperte anche il lunedì e furono rinnovati, contestualmente, Senato e Camera. Per individuare un’analoga tornata elettorale bisogna andare, invece, al 2006, quando nell’unico giorno in cui si voto’, il 28 maggio, l’affluenza fu del 59,16%.

Dieci i candidati a presidente della Regione. La scheda di votazione è unica e l’elettore dispone di due voti, uno per la scelta della lista regionale, il cui capolista è candidato alla carica di presidente, l’altro per la scelta della lista provinciale.

I risultati ufficiali saranno proclamati dagli appositi Uffici centrali circoscrizionali, costituiti presso i Tribunali dei nove comuni capoluogo, e dall’Ufficio centrale regionale, costituito presso la Corte d’Appello di Palermo.

Per poter votare, i cittadini devono recarsi nella sezione indicata nella tessera elettorale personale che il Comune ha già provveduto a recapitare in occasione di precedenti elezioni. Coloro che non avessero ricevuto la tessera elettorale, o l’avessero smarrita, possono ritirarla presso l’Ufficio elettorale del Comune di residenza, i cui sportelli resteranno aperti anche nei giorni fissati per la votazione. All’elettore, previa esibizione della tessera elettorale personale e di un documento di identità (anche scaduto) munito di fotografia, sarà consegnata una scheda di colore giallo.

L’elettore può validamente votare una lista regionale ed una lista provinciale non collegate fra loro (il cosiddetto “voto disgiunto”). Se l’elettore omette di votare per una lista regionale ed esprime validamente il proprio voto soltanto per una lista provinciale, il voto si intende espresso anche a favore della lista regionale collegata.

I deputati da eleggere sono 90, visto che la legge di riforma costituzionale, che ne prevede l’abbassamento a 70, non ha ancora avuto l’ok definitivo dal parlamento nazionale (si attende la “seconda lettura” alla Camera). A Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana, entreranno 80 deputati eletti nelle liste provinciali, oltre al presidente della Regione, al candidato governatore arrivato secondo e agli 8 nomi presenti nel listino del vincitore.

La legge elettorale siciliana consente, infatti, di “pescare” nel listino qualora la coalizione vincente non raggiunga nel proporzionale il numero di 54 deputati che le assicurino un’ampia maggioranza.

In occasione dello spoglio, come nelle passate consultazioni, l’ufficio stampa della Regione siciliana comunicherà i dati sul numero dei votanti e il raffronto con la precedente tornata elettorale. In particolare, le rilevazioni sulla percentuale di affluenza alle urne saranno effettuate domani alle 12, alle 19 ed alle 22 alla chiusura definitiva dei seggi. Lunedì, dopo l’inizio dello scrutinio, previsto dalle 8, aggiornamenti in tempo reale, anche per quanto riguarda l’elezione del presidente della Regione.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.