Dissesto, Germanà: deliberare l’adesione al Piano di riequilibrio

Nino Germanà, parlamentare PDL all'ARS

Ormai è una corso contro il tempo per evitare il dissesto ed anche mezza giornata può essere fondamentale. L’ordinanza della Corte dei Conti mette sul banco degli imputati l’esecutivo Buzzanca ed il Ragioniere Generale Coglitore con i dirigenti dell’Area economico-finanziaria del Comune.

In casa PDL, dove Buzzanca è il coordinatore provinciale, non ci si limita a mandare giù rospi e a leccarsi le ferite. Archiviati gli ultimi 4 anni e mezzo e le promesse di “magnifiche sorti e progressive”, anche dal centro-destra arrivano proposte per salvare la città. Quella di Nino Germanà, neo deputato Ars, è di convocare immediatamente il Consiglio Comunale adottando con somma urgenza le misure correttive per riequilibrare il bilancio ed accedere al DL 174.

“E’ indispensabile sfruttare al meglio le risorse e razionalizzare la spesa -scrive Germanà- per arginare i danni derivanti dalle gravissime criticità strutturali emerse. Rivolgo quindi il mio appello affinché si pongano in essere atti concreti che conducano all’adesione alla nuova procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal DL 174. Non siamo ancora condannati  al dissesto finanziario perché abbiamo la possibilità di accedere ad un apposito fondo di rotazione per la concessione di anticipazioni previsto proprio per gli enti locali in situazione di squilibrio finanziario, con la contestuale possibilità di riequilibrare il bilancio in un periodo di 5 anni.

Il Consiglio comunale proponendo la deliberazione per l’adesione definitiva al Piano di riequilibrio, che dovrà essere approvata ed immediatamente notificata alla Corte dei Conti, dovrà dimostrare senso di responsabilità ed una ferrea volontà

di evitare il tracollo che avrebbe una portata devastante sulla già esausta e sfiduciata comunità messinese che ha bisogno di risposte.

Chiedo unità ed impegno per condurre azioni incisive volte al superamento dello stallo e della paralisi che hanno ormai reso improcrastinabile il ricorso alla predisposizione del Piano di riequilibrio finanziario. Adesso servono interventi convinti e costanti per scongiurare il default, ma soprattutto per non far pagare ai messinesi le colpe di chi, nel corso degli anni, li ha rovinosamente amministrati”.

Leggiamo la frase più volte per essere sicuri di avere letto bene (l’accusa nei confronti della Giunta Buzzanca è la prima cosa a cui si pensa) e poi chiamiamo l’onorevole Germanà per chiedere chiarimenti. “Ovviamente -spiega- mi riferisco all’ultimo ventennio e non solo ai 4 anni e mezzo di Buzzanca, perché neanche un mago sarebbe riuscito a fare questo disastro in questo arco di tempo”.

Fatti due conti però, siamo nel 2012 e tornando indietro al 1992, registriamo oltre un anno di Mario Bonsignore (DC doc), 10 mesi di Salvatore Leonardi (idem), 4 anni di Franco Providenti (centro-sinistra), altri 5 anni di Salvatore Leonardi (centro-destra), sei mesi Buzzanca (centro-destra), 2 anni del commissario Bruno Sbordone, 2 anni di Francantonio Genovese (centro-sinistra), un anno abbondante del commissario Gaspare Sinatra e oltre 4 anni di Buzzanca (centro destra).

Su 20 anni quindi, tolti gli anni di commissariamento e le parentesi Providenti e Genovese, oltre la metà di questo periodo vede il centro-destra alla guida della città, mentre dal 1994 ad oggi la Provincia è stato un feudo inattaccabile del centro-destra guidato dalla santissima trinità Buzzanca, Leonardi, Ricevuto. Ma questa è un’altra storia.


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