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Chiusura hotspot e CAS di Messina: De Luca soddisfatto, FIADEL scende in campo per i lavoratori della Badia Grande

MESSINA. “Stante la notizia anticipata dal sindaco Cateno De Luca dello svuotamento anche del CAS, stamane abbiamo chiesto chiarimenti alla capo di Gabinetto del prefetto, Caterina Minutoli, in merito alla destinazione dei lavoratori della cooperativa Badia Grande”. È quanto dichiara Clara Crocè del sindacato FIADEL, che non manca di manifestare subito preoccupazione per il destino dei lavoratori. Il 13 agosto scorso FIADEL aveva inviato alla Prefettura la richiesta di convocazione di un tavolo tecnico alla presenza di De Luca e della Badia Grande per cercare una soluzione e salvaguardare l’occupazione. “La dottoressa Minutoli – dice Crocé – ha riferito che i centri sono vuoti e che si attendono indicazioni da parte del Ministero anche riguardo l’esito della manifestazione d’interesse in merito alla disponibilità di nuovi locali. È stato comunque confermato che il rapporto di lavoro instaurato tra la cooperativa e i lavoratori continuerà secondo quanto previsto dal contratto e che vigono tutte le regole di cui alla convenzione che è ancora in essere con la Prefettura. Pertanto il rapporto di lavoro continuerà, mentre il contratto dovrebbe scadere i primi giorni di dicembre”. La FIADEL ha pure fatto presente alla vice prefetto Minutoli che la cooperativa non ha provveduto al pagamento del saldo dello stipendio di giugno e non ha pagato il mese di luglio. “Riteniamo necessaria – ha continuato Crocé – la convocazione di un tavolo tecnico con tutte le organizzazioni sindacali piuttosto che procedere a singoli incontri alla presenza anche del presidente della cooperativa per chiarire anche i termini della prosecuzione del rapporto di lavoro”.  “L’impegno preso con la mia comunità, per il quale entro il 28 di agosto avrei chiuso tutto è stato rispettato – aveva dichiarato ieri il sindaco De Luca anticipando la notizia della chiusura. Abbiamo ottenuto sia la chiusura dell’hotspot che del centro di accoglienza. La mia ordinanza del 15 luglio scorso è stata sì impugnata dalla Prefettura di Messina, però si è aperto un confronto e una collaborazione che ha portato prima alla chiusura dell’hotspot e nelle prossime ore anche alla chiusura del Centro di accoglienza. Questo ci porta a ribadire che alla fine, del confronto-scontro, quando si danno dei termini congrui per poter raggiungere l’obiettivo, ne beneficiano tutti. Per me dunque, la vicenda dell’ormai ex hotspot e dell’ormai ex Centro di accoglienza di Bisconte può ritenersi conclusa. Abbiamo scongiurato il rischio di mantenere una struttura che ha messo a repentaglio la pubblica e privata sicurezza. Ricordo che nell’arco di un mese, sono fuggiti da quella struttura oltre 50 migranti e ovviamente non potevamo accettare che questa situazione creasse un pericolo costante. Mantenere in vita una struttura che oltre a essere inadeguata era abusiva, sarebbe stato nocivo sia per i migranti che per la comunità locale. Ringrazio il prefetto Maria Carmela Librizzi per la celere comunicazione: andiamo avanti nel rapporto di sana collaborazione per il bene dei siciliani”.

Clara Crocè