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Bilancio, Buzzanca promette lacrime e sangue

Lo ha detto. Fuori verbale, ma lo ha detto. Durante l’ultima seduta della Commissione Bilancio di lunedì scorso Ferdinando Coglitore, Ragioniere Generale di Palazzo Zanca lo ha ammesso: il Comune deve essere preparato per arrivare a dichiarare il dissesto. 

Del resto, quando la Giunta si è insediata nel 2008 proprio lo stesso Coglitore ha scritto a Buzzanca avvertendolo dello stato di criticità in cui versavano le casse municipali e ipotizzando di valutare la possibilità già allora di dichiarare il dissesto. 

Raccomandazioni rimaste lettera morta e adesso, mentre il Titanic affonda, la soluzione dell’esecutivo è quella di alzare le tasse locali e di continuare a puntare sulla vendita dei gioielli di famiglia, che però, come confermano le aste andate deserte, sono rimasti pressoché invenduti. 

La lieta novella è stata data dal sindaco Buzzanca durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale convocata venerdì scorso su sollecitazione del PD. Giusto un paio di ore prima la Giunta aveva dato il via libera la delibera che dovrà essere approvata in Aula lunedì prossimo, tentando di evitare ulteriori tirate d’orecchie da parte della Corte dei Conti. Che il 30 novembre scorso ha inviato una nota rilevando non pochi elementi che suscitavano dubbi e perplessità. A partire dalle spese eccessive per acquisto, manutenzione e noleggio auto, ma anche “il persistente disavanzo di parte corrente, già riscontrato a partire dal 2007, e che nel 2011 ammonta a 31.156.006,00 euro. Tale saldo negativo risulta coperto attraverso un consistente utilizzo di entrate extra ordinem. Tra queste, particolarmente problematico risulta l’utilizzo di plusvalenze da alienazione di beni patrimoniali per un importo pari a 25 milioni di euro, in considerazione anche che alla data del 25 ottobre 2011 risultano accertamenti e riscossioni pari a zero”. Tradotto in soldoni: “come pensate di coprire i debiti fuori bilancio se la vendita degli immobili comunali che avrebbe dovuto garantire 25 milioni di entrate si è rivelata un flop? Tra l’altro, la magistratura contabile sottolinea anche che oltre ai 31 milioni di debiti fuori bilancio ci sono anche i “7.650.000 di passività per transazioni con società partecipate e i 15.555.433,01 per l’ATO3. Conclusivamente, l’analisi condotta sul bilancio di previsione 2011 evidenzia un quadro finanziario e contabile fortemente problematico, connotato da gravi criticità e che risulta addirittura in peggioramento rispetto a quello risultante in occasione delle verifica sul rendiconto 2009. Ciò rende improcrastinabile l’adozione di efficaci misure di rientro da parte dell’ente, che non possono prescindere da un ripristini della piena attendibilità delle rappresentazioni contabili e da valutazioni dei fenomeni gestionali ispirati alla massima prudenza”. 

Peppe Grioli, segretario cittadino PD

Insomma, anche se non si è dei geni dell’economia, è evidente che  il Comune sta affondando in un mare di debiti e che l’esecutivo sembra l’orchestra del Titanic che continua a suonare come se nulla fosse. Anche

perché, la Corte dei Conti ha rilevato irregolarità basandosi sul bilancio presentato dall’amministrazione. Bilancio che non ha mai tenuto contro dei debiti dell’ATM (65 milioni) e di Messinambiente (29), delle centinaia di milioni di crediti mai esatti e degli oneri pesantissimi che aumentano di anno in anno per il contenzioso: il Comune non paga perché le casse sono vuote e i fornitori fanno causa.

Quantificare il debito reale non è semplice. Luigi Beninati, responsabile del settore economico per il PD cittadino ritiene che superino abbondantemente i 400 milioni, il presidente della Commissione Bilancio di Palazzo Zanca Giuseppe Melazzo lo valuta in 300. In ogni caso, sono cifre stratosferiche, ben lontane dai 50 milioni di cui parla  la delibera della Giunta, che ancora una volta propone nella delibera presentata in Aula di sanare ogni cosa “con entrate di pari importo da proventi dalle alienazioni immobiliari (25 milioni per l’esercizio 2011) e con mutui Cassa Depositi e prestiti”, ed è ben chiaro che il Patto di Stabilità è stato abbondantemente violato a dispetto delle rassicuranti dichiarazioni del sindaco e dei suoi assessori. E che l’esecutivo prometta che i 21 milioni di debiti dell’ATO 3 saranno pagati dalla Regione, ma su questo punto non ci sono certezze, non è che migliori poi tanto la situazione. 

Intanto lunedì in Consiglio si dovranno votare due emendamenti, uno del presidente del civico consesso Pippo Previti e l’altra dell’amministrazione. 

Giuseppe Melazzo

“Per quanto mi riguarda io voterò contro -dichiara Melazzo- perché il bilancio presentato non è basato su dati reali. Non è pensabile che non contenga i debiti delle partecipate, tanto per dirne una. Ma sono comunque sicuro che gli emendamenti passeranno. La vera resa dei conti arriverà a maggio, quando si procederà alla verifica del consuntivo 2011 e allora credo che ci sarà ben poco da fare: sarà dissesto”. 

Durissima ovviamente la presa di posizione del PD, che un’ora prima della seduta del Consiglio ha convocato una conferenza stampa. Quello che deve essere chiaro -ha dichiarato il segretario cittadini del PD Peppe Grioli- è che è che il dissesto non è una scelta politica. La Corte dei Conti ha chiesto delle risposte che dovranno essere fornite entro il 28 febbraio e sulla base di come l’amministrazione affronterà la cosa si deciderà il futuro della città”.

Felice Calabrò

 “Il patto di stabilità è stato violato per gli svincoli -ha dichiarato il capogruppo dei consiglieri diessini Felice Calabrò. Opera legittima e necessaria ovviamente, ma come è possibile che il sindaco non sia riuscito ad ottenere i fondi per continuare quest’opera dal governo amico, che invece ha elargito somme a Catania e Palermo per salvare l’una dal dissesto e l’altra dai problemi relativi alla raccolta rifiuti? La pochezza di questa Giunta non si è rivelata solo nella gestione della città ma anche nei rapporti a livello nazionale, perché hanno dimostrato di non contare nulla”.