Barcellona PG, ingente sequestro di beni nei confronti di un noto esponente del sodalizio mafioso dei barcellonesi

CommissariatoPolizia BarcellonaPG siciliansI poliziotti del Commissariato di Barcellona guidati dal vicequestore Antonio Rugolo stamattina eseguito il sequestro di beni a carico di Angelo Porcino, noto esponente del sodalizio mafioso dei barcellonesi. Il provvedimento trae origine dalla proposta, redatta in forma congiunta dal Questore e dal Procuratore di Messina, ed è riferita ad una delle figure di spicco nel sodalizio mafioso dei “barcellonesi”. Le attività investigative hanno evidenziato la sua contiguità ai boss storici, “gruppo dei Vecchi”, sin dall’inizio degli anni ’90,  posto a disposizione dell’organizzazione per l’esecuzione delle estorsioni in danno di ed imprenditori operanti nel barcellonese, in specie coloro che erano risultati aggiudicatari di commesse pubbliche. Un soggetto posto all’attenzione investigativa da parte del Commissariato barcellonese sin dagli anni ’80, allorché questi si era fatto notare nel contesto della gestione delle bische clandestine e del gioco d’azzardo. Particolarmente significativa è la circostanza che, già all’inizio del 1985, il locale Commissariato avesse proceduto a contestargli i reati di installazione abusiva di apparecchi di genere vietato ed agevolazione del gioco d’azzardo per aver permesso il gioco ad un gruppo di minori, i cui genitori avevano segnalato al locale Commissariato, preoccupati, l’ingente sperpero di denaro da parte dei propri figli presso la sala giochi dell’odierno proposto.

Condotte che venivano nuovamente segnalate alle autorità all’inizio degli anni ’90; nello stesso periodo, le concomitanti indagini antimafia consentivano di acclarare la sua appartenenza al sodalizio mafioso. È

" rel="tag" title="Articolo taggato con Stato">stato coinvolto nelle operazioni Gotha-Pozzo 2, Gotha 7 e Dinastia, dove gli investigatori lo hanno inquadrato  tra i “quadri” dell’organizzazione,

Assai significativa è stata ritenuta anche dal Tribunale della Prevenzione la circostanza che l’uomo abbia conservato le “funzioni” allo stesso storicamente affidate nell’ambito della pratica estorsiva nonostante l’avvicendarsi dei boss alla guida del sodalizio, avendo costituito lo “storico” punto di riferimento anche tra le opposte fazioni succedutesi, nel tempo, alla guida dell’organizzazione.

Il Collegio della Prevenzione, alla luce della pericolosità sociale dell’uomo, ha disposto il sequestro di un cospicuo patrimonio immobiliare a questi riconducibile, nonostante le fittizie intestazioni a prossimi congiunti.

Nello specifico, si tratta di 6 immobili siti a Barcellona Pozzo di Gotto, uno dei quali oggetto di una assai rilevante, quanto economicamente dispendiosa, opera di ristrutturazione che ne ha elevato il valore in maniera cospicua, in mancanza di una qualunque capacità reddituale e patrimoniale per realizzare l’investimento.

Il Tribunale della Prevenzione ha ritenuto che a questi fosse effettivamente riconducibile anche una ditta di ristorazione che, seppure intestata al figlio, aveva costituto, sin dagli anni ’90, il luogo di esercizio dell’attività di gioco d’azzardo da parte del padre.

Successivamente convertito in attività ristorativa, si è potuto dimostrare che il padre dell’attuale intestatario ne aveva assunto la gestione effettiva e ne aveva assicurato, nel tempo, il sostegno economico, proveniente da rimesse di danaro provento delle estorsioni, come peraltro attestato anche dalla evidente sperequazione tra redditi e tenore di vita riferito al destinatario dell’odierna misura ed ai familiari intestatari fittizi.

Il valore dei beni in sequestro, che includono anche numerosi rapporti di conto corrente, ammonta a circa Euro 1.000.000.