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Almost blues

Simona Piraino

Lo abbiamo circuito in tutti i modi, abbiamo investito un botto per attirare la sua attenzione, siamo state al gioco come gattini con un gomitolo e, finalmente, ce lo siamo portate a letto.

Dopo un’ora buona (il tempo indicato è romanzato, la possibilità che duri sessanta minuti è certa quanto la vincita al superenalotto) di body massage, strusciamenti, aggrovigliamenti con le lenzuola e sincopato su&giù, dovrebbe arrivare il tanto anelato climax liberatorio (il condizionale, per noi donne, è d’obbligo).

Con le gote arrossate dalle escoriazioni della sua barba, il mascara spalmato a mo’ di panda e una dispnea prossima al broncospasmo, invece di scendere dal letto ballando AEIOUY e srotolando linguette di Menelik, ci prende una specie di coccolone e siamo prossime al pianto.

E’ capitato a tutte che, mentre lui continua a grufolare o si è già acceso una sigaretta (sempre meglio una Marlboro che Sky Sport o Instagram), veniamo assalite da un sorta di depressione e ci sentiamo svuotate (e non mi riferisco all’appendice anatomica che adesso giace a guisa di chewingum masticato).

Questa fase di malinconia post coitale non è frutto dei traumi infantili causatici da Lady Oscar e Andrè ma esiste davvero: qualche buontempone l’ha anche battezzata come sex blues (probabilmente perché sempre di tromba si tratta).

Se state pensando ad Almost blues di Chet Baker o al vocione “strip slip” di Mario Biondi, fate ammenda della vostra ignoranza: un po’ come la depressione post partum, il sex blues colpisce una donna su tre, con una percentuale del 32,9%.

Come affermano Robert Schweitzer, Brian Bird e Donald Strassber – docenti alla Birsbane University in Australia (mi domando per quale disciplina abbiano la cattedra)- codesta disforia post orgasmica può essere riconducibile al fisiologico debito di endorfine, che il nostro corpo rilascia in gran parte durante l’amplesso o può dipendere dalla nostra ansia da prestazione. Cioè, specificano i ricercatori, da un senso di inadeguatezza fisica e una paura di non essere all’altezza delle aspettative kamasutrike del partner.

Colleghi uomini che vi si è accesa la lampadina e credete di aver finalmente capito i nostri musi lunghi, smettete di scodinzolare come minus habens: è una bufala.

Quando, dopo il coito ci sentite singhiozzare, la spiegazione è molto più semplice e pragmatica: non è per l’ormone e manco per l’insicurezza emotiva, ci stiamo solo maledicendo per avervela appena data.