Allarme furti di catalizzatori a Barcellona Pozzo di Gotto e Merì

Messina corseclandestine auto 8 Sicilians 1MESSINA. “Signora le hanno rubato il catalizzatore pure a lei”? Solo stamattina è la terza persona che viene qui in officina a fasselo cambià“. A parlare è un meccanico di periferia a Barcellona Pozzo di Gotto. Parole che rendono bene l’idea della nuova preoccupazione degli automobilisti barcellonesi alle prese con una banda di ladri meccanici interessata a quanto contenuto nei catalizzatori delle vetture.

Diversi i segnalati tra la città del Longano e Merì. Nel mirino dei ladri i catalizzatori delle marmitte, smontati e depredati diverse automobili lasciate in sosta sulla pubblica via. Ma cosa c’è dietro al furto di questi componenti dei tubi di scarico? A rendere appetibili le marmitte i “metalli preziosi” contenuti nei vecchi catalizzatori, platino, palladio e rodio. Fogli e rivestimenti di metalli  che sul mercato nero sono rivenduti a caro

prezzo. Un business favorito dalle tenebre di molte vie cittadine con i ladri meccanici che sembrano imprendibili la maggior parte delle volte.

Un vero e proprio spauracchio per gli automobilisti, la maggior parte dei quali ignari di quanto rubato sotto alla loro vettura. Le infatti si rendono conto che qualcosa non va all’accensione delle loro auto prese di mira magari nella notte, con un rumore così forte che sembrano le Ferrari di Formula 1 quando rallentano in curva. Una situazione che oltre a provocare allarme ed insicurezza tra i cittadini, genera un potenziale rischio ambientale, in quanto la rimozione o il danneggiamento del dispositivo catalizzatore provoca un considerevole aumento delle polveri e sostanze dannose emesse dai veicoli a motore, influendo negativamente sull’inquinamento e sull’insorgenza di patologie dell’uomo correlate alla salubrità dell’ambiente

Numerosi i casi segnalati, e non tutti denunciati. Le forze dell’ordine stanno cercando di risalire agli autori: un aiuto importante per poter consegnare alla giustizia questi farabutti potrebbe giungere dalle immagini dei sistema di videosorveglianza presente sul territorio.

 

 

 

Carmelo Amato

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