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#Agrigento. SiciliAntica, visita nel cuore del Parco dei Monti Sicani

Parco Monti sicaniDomani, mercoledì 12 agosto, nell’ambito della manifestazione Un’Estate con SiciliAntica, si svolgerà una visita nel cuore del Parco dei Monti Sicani.

L’evento, Nel cuore del Parco dei Monti Sicani, inizia alle 9 e 30 con la visita guidata all Monastero di Santa Rosalia vicino Santo Stefano di Quisquina, costruito nel luogo dove la santa, che visse nel XII secolo, si rifugiò giovanissima per non sposare il principe che hanno scelto per lei, e per dodici anni si nasconde nella piccola grotta riparata dal fitto bosco della Quisquina.

Nello stesso 1624, quaranta giorni dopo il rinvenimento delle ossa di santa Rosalia sul monte Pellegrino, fu ritrovata all’ingresso della grotta della Quisquina un’iscrizione in latino arcaico, attribuita alla stessa Santa Rosalia, ancora oggi esistente.

Si prosegue con la visita ai resti del Monastero di Santo Stefano di Mèlia, risalente al periodo Bizantino e del lago Fanàco.

Il territorio di Mèlia è posto quasi al centro di una immensa concavità naturale tra due lunghe catene di montagne che parallelamente si rincorrono, i cui declivi, oltre a modellare il territorio circostante, perimetrano la diga artificiale del

Fanàco. L’invaso artificiale è realizzato mediante lo sbarramento del fiume Platani.

Alle 13 e 30 si pranza nella Fattoria Artistica, l’enclave che lo scultore-pastore Lorenzo Reina ha creato a partire da un imprevedibile connubio tra cultura e natura.

Nel pomeriggio tra arte e natura.Visita guidata ai luoghi dell’ultimo pastore delle nuvole. Tra le grandi opere di Reina rientrano il Teatro e il Museo. Si tratta di architetture realizzate in perfetta armonia con il paesaggio circostante, e attestano l’abilità dell’artefice a modificare il territorio in cui vive senza forzatura alcuna e senza dissonanze, nel pieno rispetto dell’ambiente e della realtà naturale.

Il museo è un edificio a pianta ottagonale ispirato al Castel del Monte fatto costruire da Federico II. Il teatro appare come il luogo dove, varcata la soglia, si lascia alle spalle un mondo per trovarne un altro, altrettanto ricco di storia e di significati, in perfetta armonia con tutto ciò che gli sta intorno. E infine ci sono le sculture, esiti di un unico processo lavorativo e creativo, in cui non si è in grado di stabilire se a farle sia stato lo scultore o il pastore, proprio perché non emerge alcun dissidio, ma l’espressione di un’unica realtà convergente nel profondo più intimo della personalità di Lorenzo.