Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

24 marzo 07.30 legge regionale per il diritto allo studio, raccolta firme della FLC Cgil

Ticket mensa, servizio scuolabus, palestre, laboratori, strutture scolastiche a norma, sono il segno di una presenza dello Stato nella vita dei cittadini più piccoli e sono i contenuti della garanzia costituzionale al pieno sviluppo della persona umana come vorrebbe l’art. 3 della Costituzione. Eppure tutto ciò è troppo spesso un miraggio nella nostra città e in Sicilia.

Lo denuncia la FLC CGIL di Messina che ha presentato in una conferenza stampa la proposta per una legge regionale sul diritto allo studio per tutti, a prescindere dalle condizioni socio – economiche di partenza- che chiedono sia approvata in tempi rapidi dal governo Crocetta, al quale sollecitano l’apertura del confronto. A sostegno dell’iniziativa viene anche lanciata una petizione popolare.

Il segretario generale della FLC CGIL di Messina Graziamaria Pistorino rivendica la centralità dell’istruzione per lo sviluppo della nostra terra: “Il diritto allo studio diventi una priorità politica per il governo regionale, centrale strumento di sviluppo per conoscenze, ma anche competenze e abilità orientate alla costruzione di una identità economica della nostra terra. Eppure, al momento bisogna garantire la sopravvivenza al sistema pubblico di istruzione, così gravemente diminuito dai tagli della Gelmini, e rilanciarlo partendo dagli elementi essenziali”. Questo significa, per i promotori dell’iniziativa, assicurare ad esempio i trasporti pubblici, laddove invece i finanziamenti al settore sono passati nell’ultimo anno da 222 a 177 milioni. Significa anche garantire i servizi scolastici integrati cominciando dagli asili nido, che oggi sono fruiti nell’isola dal 5% dei bambini contro il 27% dell’Umbria o il 29% dell’Emilia Romagna. E mettere in campo tutti gli interventi possibili per estendere il tempo pieno, che in Sicilia riguarda oggi solo il 6% degli alunni a fronte della media nazionale del 30%, con punte del 95%. Tutti elementi che contribuiscono alla dispersione scolastica, che nell’isola supera il 25%.

Solo come esempio: LA SCUOLA PRIMARIA ha una durata di anni 5 e funziona con un orario settimanale di 27 ore (prima della Gelmini erano 30 ore) o di 40 con il tempo pieno.

Su 33 settimane all’anno di scuola il minore iscritto alla scuola primaria post riforma frequenta  891 ore, mentre chi frequenta il modello

a 40 ore rimane a scuola per 1320 l’anno.

Cioè: (13 X 33) 429 ore di scuola in meno  per ciascun anno scolastico, per un totale, nei 5 anni di 2145 ore in meno: due anni scolastici in meno!

Oggi dalle 9 alle 13, la Rete degli Studenti sarà  in piazza Duomo a Barcellona P.G. per la campagna di raccolta firme per una legge regionale sul diritto allo studio.

La FLC CGIL sottolinea ancora che recentemente, un ricerca di Save the clildren ha contato nel Mezzogiorno d’Italia 314 mila ragazzi tra i 6 e i 17 anni definiti ‘disconnessi culturali’ che nell’ultimo anno non hanno letto un libro, varcato la soglia di un cinema, avuto accesso a Internet. Sono dati allarmanti che non possono essere sottovalutati. Se non si vuole che la Sicilia vada alla deriva e che abbia invece una prospettiva di sviluppo, occorre ripartire dall’istruzione e dagli studenti.

In una regione dove 9 edifici scolastici su 10 non sono a norma e il 52% sono in stato di pericolo, dove non esiste un valido ed economico sistema di trasporti con agevolazioni agli studenti, dove non è mai stato implementato un solido piano di welfare studentesco e soprattutto dove la dispersione scolastica raggiunge picchi del 30% c’è la necessità di un profondo cambio di rotta in materia di investimenti.

Di fronte a questo vuoto legislativo la Rete degli Studenti Medi Sicilia, la FLC CGIL Sicilia e la CGIL Sicilia rivendicano la necessità immediata di una presa in carico del problema da parte del governo regionale e hanno avviato in tutta l’isola una raccolta di firme per avanzare alla giunta Crocetta la richiesta di apertura di un tavolo nel quale si avvii un confronto ampio e si elabori un disegno di legge da sottoporre al nuovo Parlamento regionale.

Far sì che anche la Sicilia approvi una legge quadro regionale sul diritto allo studio e definisca un sistema integrato di servizi per gli studenti significherebbe garantire i diritti di assistenza agli studenti e permetterebbe di razionalizzare l’utilizzo delle risorse della Regione a favore delle politiche sociali e culturali.

La petizione popolare andrà avanti fino al 30 Aprile e, presso le sedi della CGIL e in molte scuole, si propone di raccogliere tantissime firme e la partecipazione dei cittadini.”