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Via Don Blasco, arrivano le aree

Una prospettiva di via don Blasco

Dopo un braccio di ferro durato oltre un anno e senza esclusione di colpi, all’improvviso si materializzano le aree per gli imprenditori di via Don Blasco. Parola di assessore. Gianfranco Scoglio, in questo caso, che spiega: “Abbiamo già pronto il Piano Particolareggiato dell’area ASI di Larderia. A breve pubblicheremo il bando che dovrà poi passare dal Consiglio di amministrazione dell’ASI per l’approvazione. Penso che l’iter si concluderà subito dopo l’estate e a quel punto potremo consegnare le aree. Ovviamente solo agli imprenditori, perché solo loro posso stare in un’area di sviluppo industriale. I commercianti dovranno sistemarsi altrove”.

E rispetto al fatto che le aree ASI di Larderia inspiegabilmente costano oltre 254 euro al metro quadro rispetto ad una media regionale che si attesta tra i 20 ed i 30 Scoglio dichiara che l’amministarzione di Palazzo Zanca si sta impegnando anche sotto questo aspetto per ridurre i costi, visto che gli imprenditori le aree dovranno pagarle e poi realizzare i capannoni nei quali continuare a lavorare.

Ma a non mollare sulla via Don Blasco è anche la Confesercenti di Messina, che tutela i diritti degli imprenditori, degli artigiani e dei commercianti che devono lasciare l’area.  “Se oggi l’amministrazione comunale ha interesse perché questa zona cambi proprietà e destinazione -puntualizza Michele Sorbera, Direttore della Confesercenti- deve agire applicando quelle stesse regole che ha imposto fino ad ieri ai suoi cittadini. Pertanto prima si faccia chiarezza sulla proprietà, poi si

modifichi il Prg, si faccia un progetto, si trovino i fondi ed infine si realizzi quanto si è previsto di fare. Se questo è quanto è stato chiesto di fare agli imprenditori, questo è quello che dovrà fare l’amministrazione Comunale. Certo è, che la lodevole iniziativa del Comune per darsi un “affaccio al mare” confacente alle aspirazioni turistiche della città non può esaurirsi nell’azione  di abbattimento di cespiti del patrimonio dello Stato da parte delle ruspe e nell’enfasi delle dichiarazioni dell’assessore preposto. Non possiamo accettare -conclude Sorbera- che ciò avvenga penalizzando le poche risorse economiche e produttive esistenti a Messina”.

Parole molto dure quelle del  Direttore della Confesercenti che riportiamo integralmente nell’articolo allegato e che non consentono alibi a nessuno. Soprattutto perché in discussione c’è ancora il problema sulla titolarità delle aree. Che la Regione sembra avere avocato a sé l’anno scorso, nonostante in un vecchio documento dell’Intendenza di Finanza che elenca tutti i beni del demanio statale che in forza di una legge del 1977 sono passati oltre 30 anni fa all’amministrazione regionale non si faccia menzione del tratto compreso tra la foce del torrente Portalegni e quella del Torrente Zaera. Facile dedurre quindi che questo tratto di costa nel quale è compresa anche la via Don Blasco, faccia ancora parte del demanio dello Stato. Aconfermare questa ipotesi anche i modelli di pagamento delle concessioni di chi lavora in quella zona. A guardare bene i codici infatti, questi riconducono all’amministrazione statale e non a quella dell’Isola. Un mistero questo, quando da Roma arriverà la risposta alla richiesta di chiarimenti presentata due settimane fa dalla Confeserecenti.