Sicilia, Schifani presenta la Giunta: “Partiamo compatti, ci aspettano sfide importanti”

GiuntaSchifani2 siciliansPALERMO. Presentata stamane la nuova Giunta della Regione Siciliana. Accanto al presidente Renato Schifani, storico esponente di Forza Italia, eletto il 25 settembre scorso, il vicepresidente Luca Sammartino, catanese, 37 anni, assessore all’Agricoltura, sviluppo rurale e pesca mediterranea, della Lega. A seguire Edy Tamajo di Forza Italia, palermitano, 46 anni, assessore alle Attività produttive, Andrea Messina della DC nuova di Cuffaro, catanese, 57 anni, assessore alle Autonomie locali e funzione pubblica, Elvira Amata di Fratelli d’Italia, messinese, 53 anni, assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Marco Falcone di Forza Italia, catanese, 51 anni, assessore all’Economia che ha anche la delega alla trattazione degli affari ricompresi nelle competenze del dipartimento regionale della Programmazione, Roberto Di Mauro di Popolari e Autonomisti, agrigentino, 66 anni, assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Nuccia Albano della DC nuova, palermitana, 72 anni, assessore alla Famiglia, politiche sociali e lavoro, Alessandro Aricò di Fratelli d’Italia, palermitano, 46 anni, assessore alle Infrastrutture e mobilità, Mimmo Turano, trapanese di Prima l’Italia Salvini Premier, 57 anni, assessore all’Istruzione e formazione professionale, Giovanna Volo (l’unico tecnico della Giunta), nissena, 67 anni, assessore alla Salute, Francesco Paolo Scarpinato di Fratelli d’Italia, palermitano, 49 anni, assessore al Turismo, sport e spettacolo. Infine il rospo più grosso che Schifani ha dovuto ingoiare per chiudere il cerchio dell’esecutivo: Elena Pagana, ennese, 31 anni, assessore al Territorio e ambiente. Moglie del pupillo di Nello Musumeci, l’ex assessore alla Salute Ruggero Razza, inizia la propria carriera politica tra i grillini. Poi la folgorazione sulla via di Damasco e il cambio di casacca con l’entrata nel movimento di Musumeci, Diventerà Bellissima.   
 
Nonostante le discussioni
e le tensioni dell’ultimo mese e mezzo, Schifani si butta tutto alle spalle e dichiara: “Finalmente si parte: compatti, coesi, con la volontà di fare in modo che alcune cose possano cambiare nella macchina regionale. Ci aspettano grandissime emergenze da affrontare con estrema urgenza. La parificazione dei bilanci degli ultimi tre anni,
la nuova Legge di Stabilità 2023 e il Bilancio 2023/25, la definizione e il completamento degli interventi a valere sul PNRR, il completamento degli obiettivi previsti dai programmi comunitari la cui chiusura è fissata per il 31 dicembre 2023, l’avvio degli interventi della nuova programmazione 2021/27, la definizione di forme di aiuti per le famiglie e le imprese, la riorganizzazione dell’ regionale e l’apertura dei tavoli di confronto con il governo nazionale su questioni di particolare rilevanza per la Regione Siciliana, fra cui crisi Lukoil, autonomia differenziata, ponte sullo Stretto, trattativa con il ministero dell’Economia per la chiusura di un pre-contenzioso che ci vede creditori di circa 600 milioni per mancato incasso di accise relative alla sanità. Questa – ha continuato il presidente- deve essere una Regione capace di attirare gli investimenti. Cercheremo di approvare le norme finalizzate a sveltire e accelerare i processi decisionali. Sarà una sfida perché occorrerà intervenire sia sul piano legislativo, ma anche su quello della burocrazia, che io rispetto. Ho istituito un comitato per vigilare sulla situazione del Pnrr: lavoreremo anche sul controllo dei flussi finanziari e costituirò un organo ristretto e autorevole, composto da persone di altissimo profilo istituzionale per verificare eventuali anomalie e scongiurare ogni rischio di aggressione della criminalità organizzata. Perché – ha voluto sottolineare Schifani – la mafia non è né di destra né di sinistra, ma punta soltanto a tutelare i propri interessi”. 
Al termine della presentazione a Palazzo d’Orléans gli assessori hanno prestato giuramento durante una seduta dell’Assemblea regionale siciliana dinanzi al presidente Schifani.