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Rodriquez, ancora ritardi e proteste dei lavoratori

Lavoratori davanti ai cancelli della Rodriquez con il segretario generale della Fim Cisl Nino Alibrandi

Un altro rinvio per la consegna del quarto catamarano commissionato dal sultanato dell’Oman nel 2006 alla Rodriquez Cantieri Navali di Messina. Prevista, da quanto raccontano i lavoratori, per il 2008. Siamo nel 2013 e all’appello manca ancora la quinta imbarcazione.

Una decina di giorni fa si pensava di essere ad un passo dal far uscire il mezzo dal cantiere, ma gli ispettori inviati dall’Oman hanno rilevato anomalie alla linea d’asse.

“Nulla di pazzesco -raccontano alcuni dipendenti- ma il mezzo è ancora bloccato in cantiere. In ogni caso, per evitare che si ripeta quello che è successo con un altro catamarano (lo scafo si lesionò durante la navigazione perché la distanza è eccessiva e questo tipo di imbarcazione non può reggere il mare agitato) il catamarano sarà mandato nell’Oman su una chiatta”.

Ma i ritardi nella consegna dei catamarani all’Omn non sono i soli i problemi che la Rodriquez deve affrontare.

Ormai da tre settimane un gruppo di lavoratori protesta davanti all’entrata del cantiere per denunciare insieme alla Fim Cisl delle irregolarità sulla gestione della cassa integrazione. Che sulla carta avrebbe dovuto essere a rotazione e che invece riguarda solo un gruppo di 15 lavoratori sui 45 iniziali.

Sul banco degli imputati, neanche a dirlo, i vertici della Immsi di Roberto Colaninno, che nel 2004 rilevò il cantiere messinese.

“Quello che stanno facendo è contrario a qualsiasi forma di relazioni sindacali -dichiara Nino Alibrandi, appena confermato alla guida della Fim Cisl  di Messina per i prossimi quattro anni. Se la cassa integrazione deve essere a rotazione, allora vorremmo capire perché dal 2009 sono bloccati in questa condizione ed al 60% dello stipendio solo un gruppo di 15 lavoratori. E vorremmo anche capire come mai quando noi chiediamo risposte alla dirigenza, a risponderci con un comunicato stampa sono le Rappresentanze Sindacali Unitarie di Uil e Fismic”.

Il quarto catamarano fermo nel cantiere

“Stanno alimentando una guerra tra noi lavoratori -aggiungono i dipendenti che presidiano i cancelli. Ma chi si presta non capisce che in questo modo favorisce la politica aziendale, che in meno di dieci anni ha portato al dissolvimento del cantiere”.

Quello che non accettano è che alcune settimane fa la Immsi abbia deciso di far assorbire la Rodriquez Cantieri Navali dalla InterMarine, un’altra società di Roberto Colaninno, facendo di fatto sparire anche il nome.

Un marchio famoso a livello mondiale dagli anni Cinquanta quello della RCN, quando Carlo Rodriquez ed il suo team di ingegneri misero a punto il primo aliscafo, che rivoluzionò i collegamenti sulle tratte brevi.

“Di tutto questo non resterà più nulla -aggiunge Alibrandi. In 9 anni a Messina abbiamo visto solo la commessa dei 5 catamarani dell’Oman e il poco altro che è arrivato è stato dirottato altrove. Mettono in casa integrazione i dipendenti messinesi e poi però, quando non sanno come fare perché mancano figure chiave, devono far venire un altro lavoratore dal cantiere di Pietra Ligure richiamandolo dalla cassa integrazione. E questo quando qui a Messina c’è un capo elettricista lasciato a casa con lo stipendio ridotto. Da diverse settimane abbiamo chiesto un incontro a Confindustria e all’azienda e ancora non ci hanno risposto. Alcuni giorni fa uno dei dirigenti ci è passato davanti senza neanche fermarsi, come se fosse normale avere un gruppo di dipendenti in cassa integrazione che protesta davanti ai cancelli dell’azienda. Fino ad oggi abbiamo avuto pazienza e abbiamo aspettato la convocazione di un incontro, ma è evidente che se non ci arriveranno segnali chiari entro pochi giorni passeremo a ben altre forme di lotta”.