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Registro unioni civili, Milazzo batte Messina 1 a 0

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay

In un momento in cui tutto è precario, anche il Registro delle Unioni Civili può aiutare a guardare al futuro con più serenità. A sollevare la questione è l’Arcigay, ma in Italia il problema riguarda oltre tre milioni di coppie. Non solo quelle costituite da omosessuali e lesbiche, ma anche le coppie etero. Perché in Italia convivere significa non avere diritti nei confronti della persona che si ama, non potersi prendere cura di lei quando sta male, non usufruire dei benefici garantiti a chi ha scelto o ha avuto la possibilità di sposarsi in Chiesa o in Comune. 

“L’assurdo di questa situazione -spiega Paolo Patanè, presidente nazionale dell’Arcigay durante un convegno organizzato a Messina in occasione della Festa Regionale di SEL- è che mentre i parlamentari di fatto impediscono di arrivare ad un riconoscimento delle coppie non sposate, nei fatto godono di questo privilegio in quanto parlamentari della Camera o del Senato. La reversibilità della pensione, i punti in più nei concorsi e ogni altra agevolazione prevista per chi è sposato è garantita anche per i deputati ed i senatori non sposati. In pratica, il legislatore concede

a se stesso ciò che nega al cittadino”. 

Un aspetto questo, che accentua ancora di più lo scollamento che c’è tra i Paese ed i parlamentari che lo dovrebbero rappresentare. Con un Welfare ridotto all’osso, garantire un Registro delle Unioni Civili diventa un’opportunità importante. Ma quello che è consentito in Parlamento è vietato al resto del Paese. 

Un momento del dibattito

In questo senso Messina è abbastanza avanti rispetto alle altre province italiane. L’Arcigay locale ha promosso incontri con diversi sindaci per ottenere il registro. E se c’è chi come il sindaco di Lipari Mariano Bruno e quello di Taormina Mauro Passalacqua hanno dato segnali positivi garantendo l’avvio del procedimento, a Milazzo l’iniziativa sarà portata in Consiglio Comunale entro pochi giorni per l’approvazione definitiva. 

Fanalino di coda Messina. Durante un incontro con il segretario organizzativo del movimento Rosario Duca, il sindaco Giuseppe Buzzanca si era impegnato a portare la questione in Giunta insieme alla richiesta di una condanna ufficiale dell’omofobia. A distanza di oltre 2 mesi non se n’è saputo più nulla. Ed in attesa di una risposta, visto che le elezioni amministrative potrebbero non essere poi così lontane, l’Arcigay sta lavorando ad una lista propria, composta da militanti gay e lesbiche.