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Patto per la città tra Accorinti e reset!

Fallito l’annusamento poco prima del voto, reset! e la Giunta Accorinti ci riprovano e tirano fuori un Patto per la città. “Non si tratta di un accordo politico, ma di un accordo programmatico nell’interesse esclusivo di Messina”, ci tengono subito a precisare. Posto che gli accordi politici non sono ancora illegali, vediamo di cosa si tratta.

“L’incontro tra la Giunta Accorinti e reset! –si legge nel documento consegnato in conferenza stampanasce dalla volontà comune di chi, avendo a cuore le sorti della propria città, ha scelto di individuare e portare avanti insieme quelle azioni comuni capaci di contribuire, in maniera sostanziale, al miglioramento della qualità della vita di Messina e dei messinesi”.

Sotterrata l’ascia di guerra rispetto al primato della lista civile, l’esecutivo e reset! ricordano che percorsi e programmi elettorali sono molto simili perché “basati sulla partecipazione dei cittadini attraverso la costruzione di tavoli di lavoro tematici. Scegliere e comunicare cosa può e vuole divenire la città nei prossimi anni è un elemento fondamentale che è sempre mancato alle Amministrazioni precedenti o per mancanza di capacità o per mancanza di volontà o perché travolte dall’ordinaria amministrazione e dall’emergenza perenne”.

Passaggio, quello sulla partecipazione, piuttosto rischioso per la Giunta, visto che da mesi la base di Cambiamo Messina dal basso, il movimento che ha sostenuto Accorinti nella corsa a Palazzo Zanca, lamenta proprio l’assenza della condivisione dei percorsi dell’amministrazione, che sembra sempre di più chiusa in una sorta di torre d’avorio (o di cerchio magico) dove sono ammessi in pochissimi.

“Al di là delle singole iniziative -recita ancora il documento- il Patto rappresenta quindi un modo diverso di organizzare la gestione della città che trova moltissimi punti di contatto nelle attività e nelle scelte già avviate dall’attuale amministrazione. Per tale ragione

l’incontro tra l’esecutivo e reset! è la dimostrazione pratica di come sia necessario mettere da parte tutte le incomprensioni per remare tutti nella stessa direzione.

L’invito a ragionare in termini propositivi e costruttivi è rivolto anche a esponenti politici, forze sociali e società civile. Insomma, a tutti quelli che, indipendentemente da chi la amministri, hanno a cuore le sorti della città e non vogliono più dividersi tra guelfi e ghibellini (o anche merli e malvizzi visti che ci troviamo a Messina, ndr)poiché credono, come noi, che esista un unico e comune obiettivo: Messina.

Il Patto per la città è aperto ai contributi di tutti coloro che vorranno condividere l’approccio proposto, andando ben oltre l’accordo tra l’Amministrazione Accorinti e reset! per divenire una “Piattaforma Programmatica Comune” capace di convogliare le energie  positive e propositive della città.

La scelta di presentare il Patto prima del 5 dicembre (data in cui il Tribunale Amministrativo Regionale deciderà o meno se accogliere il primo dei ricorsi contro l’elezione di Accorinti, ndr) ha evidentemente un significato, oltre che una ragione chiara: nessuno attenda il pronunciamento del TAR per poter dire ai messinesi se è o meno interessato a lavorare collegialmente per cambiare in meglio la nostra città”.

Il Patto è stato suddiviso in aree tematiche e alla sua attuazione collaboreranno gratuitamente dei volontari. I settori, che fanno riferimento agli assessori, concernono il marketing territoriale, i servizi finanziari e l’amministrazione, la legalità, la trasparenza e la lotta alle mafie, l’urbanistica, l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo, il territorio e l’ambiente, la SRR, l’energia, la mobilità, la cultura, il turismo, lo sport, il decentramento e la valorizzazione delle periferie, la formazione, l’ industria, l’integrazione e i servizi sociali.

Voce fuori dal coro quella del consigliere di Cambiamo Messina dal basso Nina Lo Presti, che ha duramente contestato in conferenza stampa la decisione della Giunta Accorinti.