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PalaNebiolo, interrogazione di Palazzotto al Viminale

Anche il deputato nazionale di SEL Erasmo Palazzotto vuol vederci chiaro rispetto alla natura giuridica del centro d’accoglienza per gli immigrati istituito il 9 ottobre scorso all’interno della palestra universitaria intitolata a Primo Nebiolo.

Lunedì mattina il deputato palermitano depositerà un’interrogazione rivolta al ministro degli Interni Alfano per accertarsi delle  reali condizioni di vita degli ospiti del centro e delle intenzioni della Prefettura di Messina riguardo a durata e caratteristiche dell’operazione PalaNebiolo.

L’esponente di Sinistra, Ecologia e Libertà ha raccolto le denunce delle associazioni antirazziste e di tutela dei migranti che operano a Messina e nei prossimi giorni contatterà il prefetto Stefano Trotta in attesa di effettuare una visita ispettiva presso la struttura dell’Annunziata.

Il PalaNebiolo era stato scelto per accogliere per un tempo inizialmente molto breve, tre o quattro giorni al massimo, un gruppo di una cinquantina di persone provenienti da Lampedusa all’indomani del drammatico naufragio di un barcone avvenuto i primi di ottobre. In poco tempo però, l’edificio si è riempito di richiedenti asilo delle più diverse nazionalità. Oggi sono 182 e sul loro destino non è stata fatta mai chiarezza.

Ecco perché il Circolo Arci Thomas Sankara ha avviato una mobilitazione che ha avuto come prima tappa il sit-in organizzato ieri pomeriggio davanti alla Prefettura. All’iniziativa hanno partecipato una sessantina di attivisti in rappresentanza di una rete di associazioni e partiti, tra i quali la comunità islamica messinese, la comunità di Sant’Egidio, il Teatro Pinelli Occupato, la Cub, la Rete studentesca RAS, SEL, Rifondazione Comunista e il movimento Cambiamo Messina dal Basso, vicino al sindaco Renato Accorinti.

Presenti anche gli assessori Nino Mantineo e Filippo Cucinotta in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale e numerosi consiglieri comunali e di circoscrizione di CMdB.

Primo obiettivo del presidio una richiesta di incontro con il prefetto Trotta per fargli presente le forti preoccupazioni del movimento antirazzista messinese riguardo alla mancata

definizione della natura giuridica del luogo.  “Non si sa -scrivono le associazioni- se sarà istituito un CARA o un centro ai sensi della Legge Puglia, che dovrebbe avere caratteristiche di provvisorietà”. Come pure non si conoscono, se non attraverso i racconti dei migranti, le condizioni materiali di vita dei suoi ospiti, definite “al di sotto degli standard minimi”.

Il prefetto Trotta non si è incontrato con una delegazione dei manifestanti a causa di “impegni inderogabili presi in precedenza”. Solo il rappresentante della comunità islamica ha avuto modo, successivamente, di parlare con un viceprefetto, facendogli presente il proprio disappunto per non aver avuto il permesso di visitare la struttura per “portare conforto spirituale ai fedeli musulmani che vi sono ospitati”.

Nemmeno il circolo Arci Thomas Sankara ha avuto modo di aiutare direttamente i migranti. “Siamo ancora in attesa di una risposta scritta della Prefettura che ci faccia capire per quale motivo i nostri operatori non possono entrare al Palanebiolo per assicurare alle persone che vi soggiornano tutela giuridica e assistenza” ha denunciato la presidente Patrizia Maiorana.

La proposta delle associazioni è quella di istituire un tavolo tecnico che metta insieme tutte le parti interessate e individui modalità e tappe di realizzazione di un percorso diverso da quello praticato finora, fondato su una reale accoglienza e sul rifiuto di pratiche detentive ispirate ad una cultura securitaria ed emergenziale.

All’appello ha immediatamente aderito il Comune di Messina. “L’amministrazione Accorinti ha detto un secco no all’ipotesi di una tendopoli per i richiedenti asilo -ha precisato l’assessore ai Servizi sociali Nino Mantineo. Ci rivolgeremo anche all’Anci -ha proseguito- perché Messina finora non ha avuto dal Governo nazionale alcuna riposta positiva sul tema di un’accoglienza rispettosa della dignità umana”.

La prossima tappa della mobilitazione antirazzista è prevista per il 15 novembre prossimo, quando alle 17 si terrà  nell’aula magna dell’istituto Ernesto Basile all’Annunziata un’assemblea cittadina organizzata dalla Quinta Circoscrizione, alla quale il gruppo consiliare di Cambiamo Messina dal Basso ha invitato anche il prefetto Trotta.