Padri e figli

maniGentile avvocato Trimarchi, vorrei sapere con assoluta certezza se esistono delle norme che possano porre a carico di ogni figlio, verso il quale il genitore abbia adempiuto ai propri doveri, l'obbligo di sostegno morale ed affettivo oltre che economico verso lo stesso. Mia madre  è affetta da una forma di demenza di natura vascolare progressiva in uno stato medio-grave ed ha bisogno di continua assistenza. Ho prospettato a mio fratello ad assumere una badante dividendo quindi il costo fra noi due. Lui mi fa sapere che è impossibilitato ad assumersi questa spesa mensile. Esiste un obbligo giuridico di assistenza morale ed economica? È possibile diffidare il fratello ad ottemperare a questo obbligo? Come devo fare? Grazie, Pina S. 

Gentile signora Pina, nel nostro ordinamento giuridico esiste una norma, l'art.433 del codice civile che stabilisce l'ordine dei soggetti tenuti all'obbligo di prestare gli alimenti: al n° 1 il coniuge; al n° 2 i e, in loro mancanza, i discendenti prossimi; al n° 3 i genitori; al n° 4 i generi e le nuore; al n° 5 il suocero e la suocera; al n° 6 i fratelli e le sorelle.

L'art.438 del codice civile stabilisce che gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in stato di bisogno e non é in grado di provvedere al proprio mantenimento. La misura degli alimenti é sabilita nello stesso art.438 citato, che stabilisce che essi devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli.

L'art.441 del codice civile sancisce che se più persone sono obbligate nello stesso grado alla prestazione degli alimenti, tutte devono concorrere alla prestazione, ciascuna in proporzione delle proprie condizioni economiche, e che se le persone chiamate in grado anteriore all'assistenza non sono in condizioni di sopportare l'onere in tutto o in parte, l'obbligazione é posta in tutto o in parte alle persone obbligate in grado posteriore.

Se gli obbligati non sono concordi sulla misura, sulla distribuzione e sul modo di somministrazione degli alimenti, é necessario ricorrere ad un avvocato, poiché deve provvedervi l'autorità giudiziaria, nella specie il presidente del tribunale.

Riguardo al modo di somministrazione da parte degli obbligati l'art.443 del codice civile consente la possibilità di scegliere tra la corresponsione di un assegno in periodi anticipati o quella di accogliere e mantenere l'avente diritto nella propria casa.

Per contattare l'avv. Clelia Trimarchi scrivere a clelia.trimarchi@hotmail.it

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