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Operazione Zefiro, tra gli arrestati un membro del Direttivo Ance

Le accuse sono di quelle pesanti. Concorso esterno in associazione di tipo mafioso, truffa, estorsione aggravata dal metodo mafioso e concussione.

L’operazione Zefiro condotta dai Carabinieri delle Compagnie di Barcellona e Patti, che ha dato esecuzione ad un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal G.I.P. del Tribunale di Messina Maria Teresa Arena su richiesta dei Sostituti Procuratori della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina Fabio D’Anna e Giuseppe Verzera con il coordinamento del Procuratore Capo Guido Lo Forte, ha fatto scattare le manette ai polsi di 3 imprenditori, del sindaco di Fondachelli Fantina Francesco Pettinato, 57 anni, e di un funzionario dello stesso Comune, Giuseppe Catalano, 59 anni.

Gli imprenditori sono il pregiudicato barcellonese Michele Rotella detto “Barone”, 72 anni,  attivo nel settore delle costruzioni e del movimento terra così come Santi Bonanno, 47 anni. Il terzo è Giuseppe Pettinato, eletto il 29 dicembre scorso consigliere dell’Ance Messina, la sezione Costruttori di Confindustria. Sempre in Ance, nel triennio 2009-2012 Pettinato era stato il tesoriere.

Le indagini, iniziate nel 2009 dai carabinieri di Barcellona e Patti con il coordinamento della DDA, hanno permesso di individuare un sistema illecito di affidamento degli appalti e dei lavori per la realizzazione dei parchi eolici “Alcantara-Peloritani” nei territori dei Comuni di Fondachelli Fantina, Novara di Sicilia, Francavilla di Sicilia e Antillo.

In particolare, gli investigatori dell’Arma hanno puntato i riflettori sui lavori di realizzazione dell’impianto eolico previsto nei Comuni di Fondachelli Fantina, Antillo e Francavilla di Sicilia, che prevedeva la realizzazione di 63 aerogeneratori distribuiti su due lotti convenzionalmente denominati “Alcantara Nord” ed “Alcantara Sud”.

“Dalle indagini, piuttosto complesse –è stato dichiarato in conferenza stampa- è emerso uno spaccato di diffusa illegalità, secondo il quale, profilatosi “l’affare eolico”, la “consorteria” si

è rivelata in grado di aggredire le potenziali risorse destinate allo sviluppo dell’asfittica economia locale, distraendole in favore dei soli appartenenti alla cerchia delle imprese vicine agli arrestati, imponendosi con metodo mafioso. Al riguardo, è emersa in maniera evidente l’innovazione introdotta dai sodalizi criminali nella predisposizione di un sistema imprenditoriale, sul modello impresa-associazione, ancora una volta operante nel campo dell’edilizia e dei lavori pubblici, privati o misti.

L’attività investigativa ha permesso di appurare che il sindaco pro tempore di Fondachelli Fantina il cui territorio era interessato ai lavori di realizzazione del Parco eolico “Alcantara-Peloritani”, in concorso con un funzionario dello stesso Comune, dopo l’inizio dei lavori li ha sospesi ritardando il rilascio delle autorizzazioni relative al proseguimento, per costringere la società appaltatrice ad affidare ad una ditta riconducibile ad uno stretto congiunto i lavori per la costruzione di alcune sottostazioni di raccordo elettrico, oltre ad obbligarla ad assumere persone da lui segnalate.

I tecnici della società appaltatrice preposti al controllo hanno di fatto rinunciato al proprio ruolo, accettando gravissime anomalie come l’irregolare esecuzione delle opere e l’impiego di materiali diversi da quelli previsti ed assai più scadenti, senza mai adottare i consequenziali provvedimenti”.

Nell’ambito dello stesso procedimento risultano indagate altre 11 persone, ritenute responsabili a vario titolo di truffa in concorso visto che nell’esecuzione dei lavori di realizzazione dell’impianto eolico avrebbero utilizzato materiali e modalità di lavorazione diversi da quelli previsti dal capitolato d’appalto, predisposto false certificazioni ed ostacolato i controlli dei tecnici delegati, che a loro volta avrebbero omesso le necessarie verifiche e le conseguenti contestazioni. Stando alle indagini, gli stessi tecnici avrebbero fatto in modo di ottenere finanziamenti pubblici agevolati non legittimi.

Eseguite complessivamente 11 perquisizioni in varie località d’Italia, sia a carico di persone fisiche che presso le sedi di alcune società committenti.