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Montezemolo si confronta con chi non è andato via

Ciuffo biondo curatissimo come sempre, Luca Montezemolo (una collezione di presidenze al proprio attivo, dalla Fiera di Modena a Confindustria passando per la Fiat) ha fatto una toccata e fuga anche a Messina.

Sosta, è il caso di dirlo, meno di un’ora nell’Auditorium della Gazzetta del Sud, sorvolando sui saluti e dimostrando con innegabile galanteria grande interesse per la compagine femminile presente in sala.

Ad aprire i lavori  il messinese Alessandro Bonanno primo dei candidati alle politiche, a moderarli Mario Galluppi di Cirella.

Nessun accenno alle ripetute affermazioni del passato di non avere alcuna intenzione di scendere in campo in politica (la prima risale al 2005 “io non mi candido, ho un impegno con le imprese”, passando a quelle del 2009 e della primavera del 2010, fino all’indimenticabile “sono cose da marziani, resto dove sono, non scendo in campo” dell’ottobre dello stesso anno) e via con le affermazioni di chi ha scelto di non andarsene da Messina.

Prende la parola Elisa Furnari, consulente del Terzo settore, che ha parlato delle problematiche economiche e della mancanza di finanziamenti alle imprese. Poi

è il turno del presidente AIGA Alberto Vermiglio, che illustra i problemi dell’avvocatura giovanile e delle difficoltà ad emergere in un settore che a Messina è decisamente saturo e non lascia grandi spazi per chi vuole costruire la propria professionalità.

Sara, docente precaria, descrive i problemi per l’inserimento nel mondo del lavoro e di cosa vuol dire essere precari, oltre a quanto si spende per raggiungere le sedi assegnate per insegnare, che superano il guadagno mensile.

Tutti hanno scelto di restare a Messina perché credono che la città possa cambiare in meglio e offrire numerose opportunità, ma chiedono che si faccia qualcosa di concreto per i giovani. Interviene anche uno studente di Giurisprudenza, che condivide con la platea le incertezze della sua generazione per quanto riguarda il mondo del lavoro e racconta dei sacrifici che si fanno per studiare.

Montezemolo ascolta e poi risponde velocissimo che “le banche devono decidersi a dare soldi a chi non li ha, ma ha idee imprenditoriali da portare avanti. La giustizia civile deve essere riformata perché è essenziale per un buon andamento della civiltà. Ho molto a cuore il mondo della scuola perché lo ritengo un essenziale strumento formativo per le generazioni di giovani che desiderano formarsi e progredire nel mondo del lavoro”.

Subito dopo, au revoir e via verso Catania.

Antonio Tesoro

Avvocato civilista, esperto di diritto delle nuove tecnologie del web, appassionato ed ex praticante di arti marziali, adora la musica e ogni tanto abbraccia una delle sue numerose chitarre. Su Sicilians cura la rubrica Leggi&cavilli, ma non gli dispiacciono le incursioni in altri settori. Raffinato gourmet, disdegna Masterchef Italia e sogna l'edizione statunitense.