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Messina sul baratro in attesa delle risposte dei candidati

Foto Dino Sturiale

Intersezioni. La crisi di Messinambiente. La corsa alla carica di rettore. L’incendio, l’ennesimo, alla ex Sanderson. Tutti eventi che riportano al centro delle cronache di Messina fatti e questioni che avranno un peso specifico non indifferente sulle prossime amministrative di giugno.

Il Comune, sotto la gestione commissariale dell’ex Procuratore Generale Luigi Croce, subisce l’ennesimo colpo alle prospettive di rilancio di una città ordinata.

Le dimissioni irrevocabili di Armando Di Maria, anche se per il momento in stand by per l’emergenza rifiuti, non sono certo un segnale positivo per Messinambiente, mentre in città crescono cumuli di rifiuti agli angoli delle strade già saliti alla ribalta nazionale.

Di Maria abbandona la trincea dove aveva resistito per mesi. Adesso il bandolo della matassa passa al commissario Croce che prova a trovare sponde in Prefettura. Messinambiente rappresenta uno dei nervi scoperti tra le partecipate del Comune, insieme all’ATM. Rifiuti e trasporto pubblico locale, i due servizi più delicati. Entrambi fortemente a rischio.

L’Università, oltre che polo di formazione, è per Messina la principale industria della città. Per numero di dipendenti e qualità dell’indotto, l’ateneo è un nodo centrale dello sviluppo della città. Di certo c’è che l’era Tomasello si appresta a concludersi e con il sostegno di Giovanni Cupaiuolo, sarà con molta probabilità Navarra a sedere sulla poltrona del rettorato. Lo spoglio è già iniziato e tra poche ore si avrà il risultato.

L’incendio dell’ex Sanderson racconta del patrimonio dismesso, in questo caso industriale, che si va distruggendo invece di diventare premessa e luogo di forme di sviluppo alternativo. Come l’aera dell’ex agrumaria, tanti sono gli spazi in città che meriterebbero progetti concreti per essere rifunzionalizzati e trasformati nella prospettiva di un rilancio delle attività produttive, legate magari a servizi e cultura.

Si tratta di tre aspetti fortemente interconnessi con il ruolo che si immagina per la futura amministrazione cittadina. Innanzitutto c’è la questione del rilancio dei servizi pubblici essenziali, quindi il tema del rapporto con gli altri soggetti istituzionali presenti sul territorio ed infine la rigenerazione di interi pezzi di territorio cittadino.

Dai candidati sindaci, per poterne cogliere differenze e orientamenti ci si aspetterebbe che su ciascuno di questi aspetti arrivassero risposte chiare nei tempi e nelle risorse finanziarie. Le cronache evidenziano questi temi con la violenza di un incendio o il fetore della munnizza.

E sarebbe inaccettabile che chiunque vinca si conceda ulteriori sei mesi per approfondire le questioni. La città è già sull’orlo del baratro. Che i candidati battano un colpo.