#Messina. L’assessorato alla Sanità massacra il Papardo: persi 107 posti letto

“Nel silenzio assordante della politica e tra l'indifferenza di cittadini e istituzioni, si consuma l'inizio della fine dell'ospedale Papardo di Messina”.  Così Pietro Pata, segretario generale dell'ANAAO ASSOMED Sicilia, che aggiunge: “Con la nuova modulazione della rete ospedaliera siciliana, resa effettiva dal decreto dell'assessorato regionale alla Sanità del 31 marzo scorso, il nosocomio perde 107 posti, risultando il presidio più penalizzato dell'intera Sicilia. L'Azienda Ospedaliera che alcuni anni fa era in pole position per diventare un polo oncologico, si avvia  così ad essere drammaticamente ridimensionata a ospedaletto di provincia. La perdita di posti letto comporterà una drastica riduzione dell'occupazione, compromettendo il futuro di elevate professionalità che nel corso degli ultimi anni erano diventate punti di riferimento nel quadro della sanità regionale.

Proprio in questi giorni Michele Vullo, direttore generale del Papardo, ha presentato la nuova bozza di pianta organica, frutto esclusivo di meri calcoli matematici. Le ventilate fantasiose ipotesi di concorsi per tanti nuovi posti di lavoro, sbandierate ai quattro venti dalla politica con la “p” minuscola per ottenere credito elettorale in vista delle imminenti elezioni regionali, sono solo illusioni. Tutto il personale dichiarato in esubero (e si tratta di decine di operatori di diverse funzioni e ruolo) sarà messo in mobilità in ambito regionale.

Successivamente dovranno essere attivate le procedure per i trasferimenti e a questo punto non ci sarà più alcuno spazio per nuovo personale. Per fortuna oltre 200 unità tra dirigenti e personale sanitario si sono trasferite all'IRCCS Piemonte, dove contribuiranno alla rinascita del glorioso ospedale.

Balzano agli occhi le gravi anomalie presenti sia nel nuovo atto aziendale (la delibera n. 331/2017) con la descrizione di reparti inesistenti nel nuovo piano della rete ospedaliera come Unità Operative Complesse di Gestione Rischio Clinico, Professioni Sanitarie, Ricerca e Innovazione e Farmacologia Clinica. In tutta la Sicilia sono stati cancellati 215 posti di primario e invece a Messina Vullo crea ben tre posti fantasma al Papardo.

Intanto -prosegue Pata- Endocrinologia è scomparsa, Nefrologia non effettuerà più ricoveri, Malattie Infettive, Neurochirurgia e Dermatologia sono state degradate a strutture semplici e con la riduzione dei posti letto. E ancora: Microbiologia e Virologia (centro regionale per le infezioni da virus HIV) è scomparsa, in compenso c'è la Procreazione Assistita, su cui molto verrebbe da chiedere. Per esempio: c'è un decreto regionale istitutivo? Le consulenze di Genetica Medica (che al Papardo non esiste) saranno esternalizzate?

Questo l'esito di un triennio di gestione Vullo, il manager con titoli di carriera su riteniamo si dovrebbe fare luce. Per non parlare del fatto che nella bozza di pianta organica inviata ai sindacati non si fa alcun riferimento agli Indici di peso (Complessità dell'Azienda Papardo, Alte tecnologie, Attività ambulatoriale per Esterni, Attività di Emergenza e altro). Elementi questi, che potrebbero contribuire a ottimizzare l'offerta sanitaria piuttosto che a ridurla drasticamente.

L'omertoso silenzio della politica locale (ricordiamo che tra i politici messinesi c'è la vicepresidente della Commissione Sanità all'ARS Bernadette Grasso) è l'ennesimo esempio di incapacità a difendere i diritti dei cittadini e degli operatori del comparto. Ma chi fatto della sopravvivenza dell'ospedale Piemonte oggetto di vibrata lotta sindacale, non può tacere di fronte a questo ulteriore disastro che piccona la sanità messinese, depredata di risorse economiche al momento della ripartizione dei fondi per il personale dall'assessorato regionale competente e dal Governo Crocetta.

Riteniamo vergognosi i complici silenzi di chi al tavolo politico e sindacale si è girato dall'altra parte. Entro il 31 maggio si deve ridisegnare la mappa dell'offerta sanitaria a Messina e Provincia -conclude Pata- e tutti coloro che hanno a cuore la salute dei cittadini dovranno esserci”.

 

 

 

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