#Messina. Interrogazione alla Camera sui conti in rosso del Comune

Michela Rostan (PD)
Michela Rostan (PD)

I in rosso e gli altri disastri finanziari del Comune di Messina finiscono nero su bianco in un'interrogazione della parlamentare PD Michela Rostan, deputata di area LabDem, presentata ai ministeri dell'Economia e Finanze e dell'Interno.

“Messina non può restare ancora a lungo in questa situazione di limbo quale è il predissesto –puntualizzano da LabDem Messina- senza che si possa disporre di adeguate risorse per programmare il rilancio della città, delle aziende partecipate del Comune e il pagamento di migliaia di debiti che hanno messo in gravi difficoltà imprese, professionisti e privati cittadini”.

Nell'interrogazione presentata il 22 dicembre scorso la Rostan sottolinea che “la situazione finanziaria del Comune di Messina risulta essere particolarmente critica, pur in presenza di un piano di riequilibrio formalizzato dall'amministrazione locale e più volte rimodulato, così che la precarietà economico-finanziaria della città dura ormai da parecchi anni.

Ad oggi il Comune, per il corrente anno, non ha provveduto ad effettuare le procedure di riallineamento contabile di cui all'articolo 193 del TUEL e tale inadempienza si è verificata anche negli anni passati, tanto che la Corte dei Conti, con la relazione sul conto consuntivo 2013, l'ultimo approvato, ha messo in evidenza gravi criticità in ordine alla gestione contabile dell'Ente.

Il Comune di Messina non ha provveduto al recepimento e all'approvazione dei bilanci delle società partecipate, non consentendo, in tal guisa, una reale e completa valutazione della massa debitoria dell'Ente (si veda, ad esempio, quanto accaduto rispetto ai bilanci dell'A.T.M. società che ha chiuso l'esercizio finanziario 2014 con un passivo, per perdite pregresse, di oltre 50 milioni di euro appostato in conto capitale).

Non sono ancora stati formalizzati in consiglio comunale i contratti di servizio attraverso i quali poter determinare le risorse annue da corrispondere per lo svolgimento dei servizi prestati dalle società partecipate e altrettanto drammatica appare la situazione della Messinambiente spa la quale ha subito un pignoramento di oltre 29 milioni di euro da parte dell'Agenzia delle entrate.

Lo stato di precarietà della situazione finanziaria delle partecipate, associata a una sostanziale paralisi dell'attività del Consiglio comunale, lascia concretamente presagire il prossimo blocco di alcuni servizi pubblici essenziali. Quanto alla situazione dei debiti fuori bilancio che sono stati stimati in diversi centinaia di milioni di euro, gli stessi ad oggi non risultano riconosciuti né transatti, pregiudicando radicalmente la dei programmi di riequilibrio;

In contrasto con le norme del TUEL, non risultano presentati in Consiglio comunale per l'approvazione né il bilancio consuntivo 2014 (approvato poi il 29 dicembre, ndr) né il bilancio preventivo 2015 né, infine, il programma economico triennale”.

Vista la situazione, l'on. Rostan chiede al ministro dell'Interno Angelino ALfano se “sia edotto circa le attività della commissione ministeriale di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 preposta ai controlli e alle verifiche circa le finanze dell'ente comunale citato, con particolare riferimento allo stato di avanzamento delle attività transattive con i terzi creditori del comune indicate nel piano di riequilibrio”.

Al ministro dell'Economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, chiede invece se “sia a conoscenza di tali criticità e quali improcrastinabili iniziative di competenza intenda assumere per scongiurare la paralisi del Comune di Messina ed evitare il blocco dei servizi pubblici essenziali e se il MEF intenda promuovere una verifica da parte dei servizi ispettivi di finanza pubblica presso il Comune di Messina, al fine di verificare il corretto adempimento degli obblighi contabili e finanziari da parte dell'ente e la loro regolare esecuzione anche in relazione alle società municipalizzate e controllate”.

 

 

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