Messina, europee 2024: la débâcle della lista Libertà è un referendum sull’amministrazione Basile

DELuca siciliansMESSINA. È stato subito chiaro che la candidatura a Bruxelles di Cateno De Luca sarebbe stata un sui primi 24 mesi di amministrazione Basile. Referendum che, mettendo da parte per un momento la sonora sconfitta di De Luca, il sindaco Federico Basile e la sua Giunta hanno perso. Le cifre sono impietose, anche se Libertà è la prima lista a Messina: hanno votato solo 71.323 elettori (pari al 38.85%) su 183.586 aventi diritto al voto.

“Voglio 60.000 voti in città e 90.000 in provincia” aveva tuonato De Luca a fine aprile, ma le urne gli hanno restituito poco più di 30.000 voti. 

Al momento la consegna sembra essere quella del silenzio. L' sindaco di Messina ha atteso i risultati a Fiumedinisi, mentre gli inquilini di Palazzo Zanca tacciono perché nessuno vuole essere il primo a parlare. Le dimissioni degli assessori di Basile  e dei vertici delle partecipate pretese e imposte da De Luca il 7 maggio scorso (depositate ma non protocollate), quando l'ex sindaco di Messina con molta nonchalance mescolò la res publica cittadina alla propria campagna elettorale e senza troppi giri di parole accusò il “cerchio magico” di non fare abbastanza per supportarlo nella sua corsa a Bruxelles, non sono servite a dare quella spinta in più necessaria per la scalata al seggio europeo.

Da settimane a Palazzo Zanca la tensione si tagliava con il coltello e i sorrisi a 32 denti, le strette di mano e le frasi di circostanza durante gli incontri sul territorio e l'ennesima inaugurazione non riuscivano a nascondere i timori dei supporter, istituzionali e no, di De Luca.

Rotoleranno delle teste? Probabilmente sì, anche se ancora non si sa quando né chi cadrà. Pochi mesi dopo l'insediamento di Basile in Comune i primi rumors sui suoi dissidi con De Luca iniziarono a circolare, anche se sempre smentiti dai diretti interessati. Rumors che diventarono via, via sempre più insistenti, al punto che c'è chi sostiene che il sodalizio apparentemente di ferro potrebbe rompersi e che la richiesta di dimissioni di assessori e CdA partecipate sia stata in realtà più un avvertimento per Basile che una minaccia per gli altri.

In ogni caso, pur restando il primo movimento in città, sempre valutando questo voto come un referendum su Basile e non potendo fare raffronti con le europee del 2019 quando si votò solo un giorno, salta agli occhi che dai 44.392 voti (45,46%) del 2022, quando votò il 55% dei messinesi, nel momento in cui erano state scrutinate 252 sezioni su 253, il consenso nei confronti di De Luca e della sua squadra era sceso a 31.034 voti (19.792 di lista).

Quanto agli altri partiti, dopo la lista Libertà, in testa c'è Forza Italia con 13.305 voti (8.917 di lista), Fratelli d'Italia con 11.963 voti (9.831 di lista). A seguire il PD con 10.954 voti (9.434 di lista), i 5 Stelle con 6.618 voti (7.814 di lista), la Lega con 6.503 voti (5.354 di lista),  AVS 3.780  (3.396 di lista), Stati Uniti d'Europa con 1.165 voti (1.288 di lista), Azione con 960 voti (1.063 di lista), PTD con 1.498 voti (1.349 di lista), Alternativa Popolare con 180 voti (225 di lista).

Seguiranno, appena disponibili, i voti provinciali. Qui i voti espressi dalla città.

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.