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#Messina. Emergenza idrica, Consumatori Associati attacca De Cola: “Accertare le responsabilità”

 

Autobotte acqua esercitoL’emergenza idrica si è conclusa, ma le polemiche no. Dopo le accuse dell’assessore Sergio De Cola, che in una lunga e minuziosa cronistoria pubblicata ieri dà la propria versione dei fatti e lancia accuse specifiche, interviene il presidente nazionale di Consumatori Associati Ernesto Fiorillo, che chiede un dibattito aperto “per accertare le responsabilità dei disagi che sono costati milioni di euro alle famiglie ed ai commercianti della città di Messina.

L’assessore De Cola ha dichiarato sulla stampa testualmente: insieme a Signorino (vicesindaco di Messina, ndr) incontriamo l’Ing. Galatà (ex Direttore Generale dell’Acquedotto fino a 15 anni fa, data del suo pensionamento, ndr) che ci dice che lui ha fatto tutto l’acquedotto. Ma allora la responsabilità di questo disastro di rete cittadina è comunque in gran parte sua…“. Abbiamo appreso quindi che il responsabile di tutto sarebbe l’ingegner Galatà -aggiunge Fiorillo- e questa è una dichiarazione di una gravità incredibile su cui va fatta chiarezza in tutte le sedi.

Sembra che non ci possa essere alternativa: o l’affermazione dell’assessore è vera e in questo caso l’ingegner Galatà è stato esposto legittimamente alla pubblica infamia, oppure si tratta di un clamoroso tentativo di addossare ad altri 15 anni di mancata gestione dell’acqua, se è vero come è vero che lo stesso è andato in pensione 15 anni fa”.

Consumatori Associati invita De Cola, Galatà e i vertici dell’Amam a un pubblico confronto perché stanno per essere avviate centinaia di azioni di responsabilità contro l’Azienda da Consumatori Associati e Confcommercio per i grandissimi disagi causati dalla mancanza di acqua. Sottrarsi al confronti implica sempre un’ammissione di responsabilità e le proprie affermazioni devono essere difese e chiarite in tutte le sedi. I commercianti e i cittadini di Messina -conclude Fiorillo- non possono rimanere con il dubbio né si può ipotizzare di indicare un capro espiatorio per nascondere responsabilità di altri”.