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#Messina. Emergenza acqua, la Prefettura fa chiarezza su ruoli ed eventi

Riparazione condotta Fiumefreddo 27-10-2015 bVertice in Prefettura nel pomeriggio con i presidenti dei 6 Quartieri. All’ordine del giorno l’emergenza acqua, ormai alle spalle, che per oltre una settimana ha messo in ginocchio Messina.

“L’erogazione è tornata a regime in tutta la città con la conseguente cessazione delle funzioni attribuite all’Unità di crisi, comprese quelle conferite al Dirigente dell’Ispettorato ripartimentale delle Foreste, (sovrintendere alla distribuzione delle autobotti) mentre restano confermate le attribuzioni conferite all’Ingegnere Capo del Genio Civile (monitorare i lavori di ripristino della condotta) e al Comandante Provinciale dei Vigili del fuoco (monitorare le operazione di approvvigionamento in rete) -fanno sapere dal Palazzo del Governo”.

Il Genio Civile ha richiamato l’attenzione sulla necessità che nell’area franata a Calatabiano, che deve essere costantemente monitorato, siano effettuati due interventi: l’ancoraggio della condotta al terreno roccioso sottostante e il consolidamento della collina con interventi di rinaturalizzazione. Tutto questo è stato segnalato al sindaco Renato Accorinti e al Dipartimento Regionale di Protezione Civile.

“In relazione ad alcune dichiarazioni rese note dai media, non può non evidenziarsi una non piena conoscenza dell’attuale quadro normativo in materia di Protezione civile, che assegna a enti e soggetti diversi attribuzioni e competenze -aggiungono dal Palazzo del Governo. A tal riguardo è necessario fare un breve cenno alla vigente normativa (legge 24 febbraio 1992,n.225), istitutiva del Servizio nazionale di Protezione Civile.

L’attuale sistema normativo ha individuato nel sindaco l’autorità comunale di Protezione Civile che ordinariamente interviene per il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione. Il prefetto assume la direzione unitaria dei servizi di emergenza, anche di natura tecnica, nel caso in cui l’evento, interessando il territorio di più enti locali, necessiti di un coordinamento intercomunale, oppure, su richiesta dell’Ente locale, nel caso in cui gli interventi attuabili dal singolo Comune, non appaiano sufficienti a fronteggiare le necessità.

E’ altresì utile richiamare in proposito quanto stabilisce l’articolo 54 del TUEL, il Testo Unico Enti Locali, che attribuisce al sindaco, in qualità di Ufficiale di Governo, il potere di adottare provvedimenti contingibili e urgenti, conferendo al prefetto soltanto un potere sostitutivo in caso di inerzia”.

Per quanto riguarda poi la ricostruzione della vicenda, con l’assunzione o meno delle responsabilità competenti a ciascun soggetto, la Prefettura ricorda che “nel pomeriggio di venerdì 23 ottobre un tratto della condotta idrica di Fiumefreddo nel Comune di Calatabiano in provincia di Catania, che rifornisce l’acquedotto della città di Messina, ha subito una lesione a causa di un movimento franoso.

Tale evento ha comportato la completa interruzione dell’erogazione dell’acqua in tutto il territorio comunale. La Prefettura è venuta prontamente a conoscenza del guasto e contemporaneamente ha preso atto anche dell’intervento tempestivo avviato dai tecnici dell’AMAM. La circostanza è stata naturalmente portata a conoscenza anche del Comune di Messina e della Protezione civile regionale.

Nella serata di sabato 24 ottobre, questa Prefettura è stata avvisata che al presidente dell’AMAM non era stato consentito di partecipare a una riunione in corso presso il Comune di Calatabiano riguardante l’evento. Della questione è stata subito interessata la Prefettura di Catania per gli interventi ritenuti opportuni. Non si è avuta alcuna notizia circa un’ordinanza che sarebbe stata adottata da quel sindaco per inibire l’accesso ai luoghi della frana.

La sera di domenica 25, visto che la condotta non era stata ancora resa agibile, è stata convocata una riunione in Prefettura per la mattina del lunedì successivo. A tale riunione, finalizzata ad accertare le criticità e a conoscere quali provvedimenti intendeva attuare l’Amministrazione comunale per fronteggiare la carenza idrica, hanno partecipato rappresentanti dell’AMAM, dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste, del Comune di Messina, delle Forze dell’Ordine, del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco, dell’Asp e delle Strutture Ospedaliere presenti sul territorio.

Nella circostanza è emerso che i lavori di riparazione del guasto, sebbene proseguissero a rilento, a causa delle avverse condizioni metereologiche, sarebbero stati ultimati nell’arco di 48 ore e che non si erano verificate ancora particolari

criticità conseguenti alla assenza di acqua, salvo qualche segnalazione da parte dell’Ospedale Papardo, di Case di cura e di qualche Ufficio pubblico che lamentava la carenza idrica e di cui l’Amministrazione Comunale si è fatta subito carico.

La mattina di mercoledì 28 ottobre è stato contattato il dirigente dell’AMAM, che ha assicurato che il ripristino della condotta era avvenuto e che vi era qualche difficoltà nel deflusso delle acque all’interno della condotta per via del formarsi di bolle d’aria che richiedevano interventi di sfiato.

Nel pomeriggio di mercoledì 28 ottobre, non ricevendo ulteriori notizie, è stato necessario contattare il Gabinetto del Sindaco, che riferiva che il punto della condotta danneggiato era stato interessato da ulteriori smottamenti, tali da rendere necessari altri interventi di ripristino che avrebbero posticipato la ripresa dell’erogazione.

La mattina del 29 ottobre il prefetto Stefano Trotta, in considerazione del protrarsi dell’emergenza e allo scopo di effettuare una ricognizione puntuale della situazione, ha convocato una riunione tecnica straordinaria di coordinamento delle Forze di Polizia per esaminare i possibili riflessi sull’ordine e la sicurezza pubblica e nel contempo per puntualizzare i due fondamentali aspetti connessi all’emergenza medesima: il primo relativo ai profili tecnici riguardante i lavori di riparazione della condotta di Fiumefreddo di pertinenza di AMAM e Comune e il secondo, connesso alle specifiche esigenze della popolazione, secondo un prestabilito ordine di priorità, riguardante le fonti di approvvigionamento e di distribuzione dell’acqua.

Impartite inoltre puntuali disposizioni per intensificare i controlli per evitare operazioni speculative. Sempre giovedì 29 ottobre è stata attivata in Prefettura una unità di crisi, composta da dirigenti e funzionari prefettizi, per fornire al Comune un riferimento per ogni utile interlocuzione.

Su esplicita richiesta dell’Amministrazione Comunale è stata inoltre convocata per la stessa mattina del 29 ottobre un’ulteriore riunione tecnica, nella quale sono stati affrontati tutti questi aspetti, durante la quale si è convenuto sulla necessità di incrementare i mezzi per la distribuzione idrica, rivelatisi insufficienti per fronteggiare tutte le necessità e sul coinvolgimento a tal fine della Protezione civile regionale per fornire autobotti a supporto di quelle già utilizzate dal Comune.

Il prefetto di Messina Stefano Trotta
Il prefetto di Messina Stefano Trotta

In merito all’approvvigionamento, è stata presa in considerazione la proposta avanzata dall’Autorità Portuale di richiedere l’intervento di una nave cisterna di proprietà privata della capacità di 5000 tonnellate, mentre è stato individuato nell’Autoparco Municipale l’organo al quale affidare il compito di gestire e coordinare le operazione di distribuzione dell’acqua.

Nel pomeriggio del 29 ottobre, poiché dopo una verifica del funzionamento del sistema messo a punto in Prefettura sono state registrate disfunzioni di tipo gestionale-organizzativo che rischiavano di pregiudicare le operazioni di soccorso, il prefetto Trotta ha deciso di assumere iniziative mirate: richiedere alla Protezione Civile e all’Esercito una congrua disponibilità di autobotti e alla Società mercantile Marnavi l’invio di una nave cisterna per garantire una sicura disponibilità di acqua da immettere nella rete idrica cittadina, mentre l’Ispettorato ripartimentale delle Foreste e il Genio Civile sono stati incaricati di sovrintendere alla redistribuzione delle autobotti e di monitorare i lavori di ripristino della condotta di Fiumefreddo in fase di esecuzione.

Convocati inoltre, sempre dal prefetto Trotta, i presidenti delle Circoscrizioni Comunali per avere diretta contezza delle criticità presenti nei territori di rispettiva giurisdizione. Subito dopo sono stati presi accordi con l’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste per stabilire le modalità operative per la distribuzione con autobotti.

Il 30 ottobre, su espressa richiesta della Prefettura, sono giunte in città 5 autocisterne grazie all’ausilio fornito dalla Protezione civile regionale e altre cinque sono state impiegate dalla XXIV Artiglieria della Brigata Aosta su disposizione del Distaccamento provinciale.

Nello stesso giorno, l’Unità di crisi è stata integrata con un’ulteriore figura professionale nella persona del Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco per monitorare le operazioni di approvvigionamento in rete. Dal 31 ottobre in poi si sono svolte quotidianamente due riunioni per monitorare l’andamento della situazione complessiva e fronteggiare eventuali nuove criticità con un immediato confronto tra le figure professionali individuate all’interno dell’Unità di crisi”.