Mancano i fondi ed il Cedav rischia di chiudere

violenzadonneSono quasi ventiquattro gli anni che il Cedav ha dedicato incessantemente all’assistenza delle donne che hanno subito violenze, ma mai come adesso l’attività affronta difficoltà economiche tali da comprometterne il proseguimento.

Tagliati da tempo i fondi del Ministero delle Pari Opportunità e della Regione Siciliana,ormai il Centro Donne Anti Violenza opera in pieno regime di volontariato da almeno dieci anni, ricevendo solo fondi privati. Adesso la situazione è insostenibile perché le volontarie, ospitate da pochi mesi nei locali di un’associazione di psicologhe, non hanno i fondi neanche per la normale amministrazione del servizio.

“Siamo in autofinanziamento assoluto -tuona Carmen Currò, presidente del Cedav. In questa città si fanno allarmismi continui sulla questione della violenza sulle donne, peccato che poi non si investa un soldo per le attività di assistenza. Ci vogliono risorse economiche per l’affitto della sede, la luce, il telefono. Fra l’altro non abbiamo neanche un numero fisso perché non possiamo pagarlo”.

A dispetto del totale disinteressamento delle istituzioni, il Centro è diventato un punto di riferimento imprescindibile per le donne messinesi. “Riceviamo almeno dieci richieste di aiuto a settimana -continua la Currò. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di donne giovani, di età compresa tra i 25

e i 35 anni che subiscono maltrattamenti continuati in famiglia. Noi offriamo un sostegno psicologico e legale a tutte le donne che decidono di interrompere il proprio incubo”.

Carmen Currò, presidente del Cedav

Molte sono le donne che dopo aver affrontato un percorso con le volontarie del Centro, non riescono a completarlo e ad arrivare alle vie legali contro il proprio marito, padre, parente. Non tutte, infatti, riescono ad sporgere denuncia verso una persona a cui sono state legate sentimentalmente o, come spesso accade, non vogliono turbare la sensibilità dei figli.

“Un’altra questione molto grave è quella della violenza assistita -spiega l’avvocato Currò. I figli testimoni di violente reiterate nel tempo assorbono tutto ciò che vedono e ciò ha effetti devastanti sulla loro vita. Molto spesso sono proprio loro a spingere le madri a ribellarsi alle violenze domestiche”.

Le volontarie del Centro stanno dimostrando grande spirito di servizio continuando l’attività nonostante l’indifferenza di cittadini e delle istituzioni e affrontano tutte le situazioni legate agli abusi sulle donne provvedendo ad un’assistenza totale.

“Speriamo che il nostro grido di aiuto, che lanciamo per l’ennesima volta -conclude Carme Currò- non rimanga inascoltato per il bene della collettività e di centinaia di donne che con noi hanno trovato una via d’uscita dalla spirale della violenza”.


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Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.

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