Il giovani del PD: “Siamo il presente e non solo il futuro”

L'assemblea dei giovani del PD alla Feltrinelli

“Non ho mai preso la tessera del PD, ci sto riflettendo e questo impulso che viene da voi giovani può ulteriormente stimolarmi”. Le parole di Peppino Mangiapane, uno dei grandi vecchi della sinistra messinese, segnano l’autoconvocazione lanciata da un gruppo di giovani democratici per lanciare la Festa dell’Unità a Messina.

All’appello dei 26 ragazzi e ragazze del PD hanno risposto in tanti, affollando la Libreria Feltrinelli che ha ospitano l’iniziativa. A introdurre la riunione Guglielmo Sidoti, Marco Mancini e Alba Marino, che hanno ribadito le ragioni dell’appello e la determinazione a voler essere “il presente” e non semplicemente il futuro del partito”.

A seguire una quarantina di interventi, facilmente quantificabili perché sono stati distribuiti dei post-it numerati con i quali gli organizzatori chiedevano “2 minuti per intervenire, 3 idee per la festa”.

Il clima è apparso costruttivo, soprattutto rispetto alla recente storia del PD di Messina, quasi che l’appello dei giovani democratici abbia obbligato grandi ha darsi un tono. Certo tra gli intervenuti la gran parte sarebbe ascrivibile al cosiddetto fronte anti-genovesiano, ma tra il pubblico ha fatto capolino, restando ad ascoltare per oltre un’ora, il deputato Franco Rinaldi, mentre il capogruppo in consiglio comunale Paolo David, pur non prendendo la parola,  ha dato la propria disponibilità a entrare nel comitato organizzativo.

A salire sul palchetto della Feltrinelli, a inizio e verso la fine del dibattito, i due candidati sconfitti alle dello scorso anno, Peppe Grioli e Francesco Palano Quero. Grioli ha proposto di invitare il presidente della

Rosario Crocetta per discutere del futuro di Messina e del contributo del PD attraverso il segretario regionale Raciti: una provocazione visti i rapporti critici a Palermo.

Quero ha fatto un plauso all’iniziativa dei giovani, impegnandosi a dare il proprio contributo anche in termini economici, auspicando che il percorso verso la Festa dell’Unità riabitui il partito a “confronto e sintesi”. In versione sportiva, sfoggiava una tuta blu, Emilio Fragale ha auspicato che la festa possa durare 365 giorni l’anno e segnare una rivitalizzazione del partito.

Franco Providenti ha affermato solennemente “qui oggi nasce il PD”, quasi a segnalare lo spirito positivo dell’evento. Ciccio Barbalace, a nome dell’area pittelliana, ha ribadito la centralità del tema dell’area dello Stretto mentre Daniele Zuccarello, unico intervenuto della pattuglia dei consiglieri comunali dem, ha spiegato che la festa in piazza può riavvicinare il PD ai cittadini.

Alessandro Russo ha portato i saluti informali del capogruppo alla Camera Roberto Speranze, che guarda con simpatia alla festa messinese, mentre Domenico Siracusano ha lanciato lo slogan della festa “rivolti al futuro” argomentando che nel doppio senso sta la necessità che “tutti dobbiamo metterci la faccia per rilanciare il nostro partito”.

Intervenuto anche Santino Morabito, presidente del V Quartiere, che eletto in quota SEL ha poi abbandonato il partito di Vendola. Grandi assenti invece coloro che son sospesi: Felice Calabrò, candidato sindaco sconfitto e ricorrente, e il segretario provinciale del PD, Basilio Ridolfo, più volte congelato e scongelato.

Alla fine i bigliettini usati dai giovani democratici per gestire l’assemblea hanno funzionato, perché rispetto ad altre riunioni quella di ieri sera ha avuto una durata e un andamento civili. Nei possibili giorni si insedierà il comitato organizzativo per affrontare le questioni più pressanti: location della Festa e raccolta fondi.


Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.

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