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Generazioni a confronto

Mariangela Donato

Dire che la generazione attuale sia il frutto della precedente non è solo un luogo comune, è semmai conseguenza di una certa superficialità di lettura dei tempi, che tende a minimizzare facendo di tutta l’erba un fascio.

Visto che non esistono più le mezze stagioni, perché ovviamente si stava meglio quando si stava peggio, bisogna però tenere conto che c’è l’eccezione che conferma la regola.

Ogni generazione si contraddistingue, è identificabile dalle mode, dalle tendenze e dai generi musicali del suo periodo.

Dai figli dei fiori, con i loro pantaloni a zampa di elefante, ai  peace & love, ai paninari con le felpe best company e le auto con la musica assordante e trash di fine anni ’80, fino ad arrivare alla generazione mediaset, cresciuta a panini al burro e bim bum bam.

Vorrei soffermarmi a puntare la lente d’ingrandimento su quest’ultima di generazione, della quale faccio parte: i nati negli anni ’80, primi a conoscere i programmi che annunciavano i pomeriggi TV d’intrattenimento per l’infanzia.

Bim bum bam, per l’appunto, fu il padre di tutti questi contenitori televisivi di cartoni. Conoscemmo quindi la sfigatissima Lovely Sara, bimba cresciuta in un orfanotrofio alla ricerca delle sue origini, ma anche Georgie, ragazzina adottata da una famiglia modesta e della quale si innamorano i fratellastri.

Poi fu la volta della famosissima ragazza sessualmente confusa Lady Oscar e infine il classico dei classici, Candy Candy sul quale si potrebbe fare una tesi di laurea per qualsiasi indirizzo universitario, da Scienze della Comunicazione a Psicologia clinica.

Arrivano in due in un orfanotrofio, ma solo una è adottata da una famiglia ricca L’altra, Candy, è lasciata lì dove troverà il compagno di mille avventure, l’animale domestico più improbabile in assoluto: un procione. Da allora il suo cammino si arricchisce di avventure particolari.

S’innamora di un principe, che però morirà lasciandola sola e disperata. Poi diventa crocerossina e s’innamora nuovamente di un uomo bello e dannato, non facendosi mancare avventure e momenti particolari.

Così noi, figli di Candy, cresciamo e continuiamo il nostro cammino arrivando agli anni ’90 dove, sempre televisivamente, incontriamo dei giovani adolescenti come noi che vivono a Beverly Hills. E’ la fine.

Oggi siamo, quasi tutti, degli ultra trentenni confusi e sentimentalmente instabili. Certo non possiamo dare la colpa solo ed esclusivamente ai nostri genitori, quindi alla generazione precedente, ma parte di questi  danni li ha causati sicuramente la tv. Andando avanti con gli anni ho visto le cose peggiorare.

Mi ero illusa che con i Tele tubbies e i Barbapapà avessimo toccato il fondo, ma si sa che al peggio non c’è mai fine ed ecco che arriva Peppa Pig, che spopola in tv, al cinema e oggi anche al teatro.

Adesso la domanda nasce spontanea: se noi abbiamo qualche difettuccio di fabbrica causato dai cartoni vistoi durante l’infanzia, che generazione sarà mai la generazione Peppapigghiana? Ai posteri l’ardua sentenza.

Mariangela Donato

Speaker radiofonica, blogger, conduttrice tv, mamma, portatrice sana di battute a raffica anche quando è giù di corda e chi più ne ha più ne metta, La Donato “viveur” è una messinese in fissa con il “savoir faire”. Su Sicilians scrive su abitudini e modi di fare soliti e insoliti, nostrani e non, prendendoli e prendendosi un po' in giro. La sua rubrica "Mi state tutti sul tacco" è la penna pettegola e pungente del nostro giornale.