Fondi Sanità in Sicilia, UGL alla Regione: “Che fine hanno fatto gli incentivi al personale?”

SICILIA. Dopo lo sblocco da parte della Regione siciliana dei fondi destinati agli ospedali per tecnologia ed edilizia intervengono ora UGL Sanità e Medici Sicilia in merito agli incentivi al personale che sembrano caduti nel dimenticatoio. “Siamo sicuramente soddisfatti che nelle ultime settimane dalla Regione siano stati sbloccati fondi, rispettivamente per 85 milioni da destinare al potenziamento delle tecnologie negli ospedali e 120 milioni per l'edilizia sanitaria, nell'ambito di un più vasto programma da 1,5 miliardi di euro – dichiarano Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, rispettivamente segretari regionali delle federazioni UGL Sanità e Medici Sicilia. Questo stanziamento, che riteniamo assolutamente positivo, consentirà a numerose ospedaliere e sanitarie di ricevere somme importanti per incrementare il livello di qualità e delle prestazioni, oltre che di accoglienza con nuovi e moderni locali. Una notizia che, indubbiamente, segna un'inversione di tendenza rispetto al recente passato quando invece si parlava soltanto di tagli alla spesa in favore della Sanità pubblica regionale. Certamente l'attuale emergenza epidemiologica ha fatto comprendere come il dover investire sulle strutture ospedaliere sia un compito di primaria importanza per la messa in sicurezza della popolazione e per questo motivo auspichiamo che questa rimodulazione di fondi inauguri una nuova stagione di massima attenzione verso il comparto sanitario e non di penalizzazione. Avevamo avviato questo nuovo corso appena due mesi fa, iniziando dall‘individuazione di 35 milioni per l'erogazione di un incentivo straordinario al personale che è stato e continua ad essere impegnato nella lotta al COVID-19, con relativa firma dell'accordo su base regionale. A oggi, però, non abbiamo nessuna notizia dell'attivazione dei tavoli di concertazione in sede aziendale per la ripartizione delle cifre, così come stabilito. Che fine hanno fatto i soldi per gli incentivi? Chiediamo quindi all'Assessorato regionale della Salute e alle singole aziende sanitarie e ospedaliere di poter fare immediata chiarezza perché i dipendenti della Sanità hanno diritto a questo segnale di riconoscenza per quanto fatto, specie in questo momento in cui rischiano di dover tornare in trincea. All'assessore Ruggero Razza, infine, abbiamo richiesto un incontro per definire gli strumenti di valorizzazione del personale con contratto diverso da quello del pubblico (Seus 118, ospedali “classificati”, “sperimentazioni gestionali”, ditte in appalto) così come previsto dall'articolo 5 del protocollo di intesa sugli incentivi siglato a Palermo il 24 giugno. Attendiamo quindi una risposta concreta in favore di questi lavoratori”.

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