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Centrosinistra compatto, Crocetta e Picciolo con Calabrò

Il presidente della Regione Rosario Crocetta

Di ufficiale non c’è ancora nulla, ma visto che il presidente Crocetta ci ha abituato alle sorprese con cadenza quotidiana, spesso le voci di corridoio poi diventano certezze.

E così, dopo la spaccatura creata all’interno del centrosinistra messinese, sembra che Rosario Crocetta sia intenzionato a sostenere Felice Calabrò, il candidato sindaco per le prossime amministrative scelto domenica scorsa da oltre 12 mila persone.

Indimenticabili i passaggi delle settimane precedenti le primarie, quando Crocetta prima mandò Giusepe Ardizzone, il proprio referente locale, al tavolo della coalizione, poi disse che le primarie non servono a niente.

Salvo poi ripensarci e raccogliere le firme per non si sa chi, visto che alla fine il nome del candidato messinese del Megafono è rimasto dentro la busta.

Sembrerebbe (ma con il presidente della regione il condizionale è sempre d’obbligo) quindi messa da parte una volta per tutte l’ipotesi di candidare la docente universitaria Giusi Furnari Luvarà, che peraltro ha sempre detto che non si sarebbe sottoposta alla prova delle primarie.

Visto che il PDL ha calato l’asso Enzo Garofalo, Crocetta potrebbe essere addivenuto a più miti consigli (il tonfo delle Politiche qualcosa gli avrà pure insegnato) e potrebbe avere capito che spaccare il centrosinistra giova solo al centro destra.

Linea questa, seguita anche dai Democratici Riformisti che all’ARS fanno capo a Beppe Picciolo, che hanno deciso di mettere da parte la candidatura autonoma di Fabio D’Amore, leader di Risorgimento Messinese e commissario straordinario dell’Ente Fiera negli ultimi tre anni e di sostenere Calabrò, capogruppo del PD in Comune.

Ovviamente bisogna ancora capire come si regoleranno gli altri partecipanti alle primarie del centrosinistra di Messina. Non tanto Pucci Prestipino (Il Centro con Tabacci), Peppe Ramires (SEL) o l’ex city manager Emilio Fragale, quanto gli altri due esponenti del Partito Democratico scesi in campo: Peppe Grioli e Francesco Palano Quero.

Dopo un paio di giorni di riflessione, quest’ultimo ha dichiarato apertamente il proprio sostegno alla candidatura di Calabrò.

“Riconosciamo il successo di Felice Calabrò, augurandogli buon lavoro e di riuscire nel difficile compito di ricompattare il centrosinistra messinese e di portarlo alla vittoria contro  una coalizione di centrodestra che ha governato negli ultimi cinque anni lasciando la città in uno stato di quasi dissesto finanziario e di abbandono politico e sociale –dichiara Quero. Obiettivo che deve essere raggiunto senza

farsi condizionare da equilibrismi e tatticismi politichesi tra le segreterie della coalizione, costruendo una squadra che basi solo sul merito, la competenza, la generazionalità, l’amore per la città  e infine l’assoluta indipendenza intellettuale le sue uniche ragioni di essere. Su queste basi -conclude Quero- saremo al fianco di Felice Calabrò nel comune obiettivo di far cambiare pagina a Messina”.

Dopo le esternazioni a caldo dopo la sconfitta, per il momento il segretario uscente del PD cittadino Peppe Grioli, sceglie il silenzio. “Domani mi incontrerò con i miei e decideremo insieme cosa fare -dichiara. Alle primarie abbiamo comunque ottenuto un ottimo risultato e non sarebbe logico disperderlo. Dobbiamo solo decidere tutti insieme come”.

Felice Calabrò

Ma se il centrosinistra sembra finalmente avere ritrovato la perduta unità in vista dell’appuntamento elettorale di giugno, ben diversa è la situazione del centrodestra. Almeno per ora.

Il candidato ufficiale del PDL è il deputato nazionale Enzo Garofalo, che ha già promesso che nel caso in cui dovesse essere eletto rinuncerebbe alla poltrona di parlamentare nazionale.

Aspetto in questo mimento secondario, visto che a spaccare il fronte del centrodestra, a meno che non sia un tentativo di alzare la posta pronto a rientrare, c’è il movimento Nuova Alleanza fondato dall’ex sindaco PDL di Messina in quota AN Giuseppe Buzzanca, insieme al suo mentore Mimmo Nania e al sodale Santi Formica.

Il loro candidato è l’ex assessore Gianfranco Scoglio, anche lui proveniente dalle file  AN. “Di ufficiale non c’è ancora nulla -dichiara quest’ultimo. Se non riusciremo a trovare un punto di incontro scenderemo in campo in maniera autonoma, ma è ancora tutto da vedere e decideremo entro la settimana prossima”.

E a spezzare il fronte potrebbero essere anche i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni con Giovanni Villani. Alla luce dell’entusiasmo constatato durante l’incontro di martedì scorso con La Russa, i sostenitori del movimento ritengono infatti di poter superare tranquillamente il 5%.

Sembra comunque che si stia lavorando ad un accordo con Garofalo per evitare la dispersione dei voti e entro un paio di settimane se ne dovrebbe sapere di più. La vera però incognita è l’altro ex assessore della Giunta Buzzanca, Pippo Isgrò.

E’ stato il primo a scendere in campo, scelta che Garofalo ha etichettato come “autocandidatura”. Posizione alla quale Isgrò, che si dichiara sicuro di aver ben lavorato,  replica dichiarando che non farà alcun accordo dell’ultimo minuto.