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Cantieri Palumbo, per Orsa e Cub si rischia la cassaintegrazione

I Cantieri Palumbo di nuovo sotto i riflettori. Dopo l’arresto il 15 aprile scorso dei titolari Antonino e Raffaele Palumbo, entrambi ancora ai domiciliari dopo che il tribunale del Riesame ha confermato le misure restrittive emesse nei loro confronti per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati ambientali rispetto al traffico ed allo smaltimento dei rifiuti, i sindacati Orsa e Cub tornano alla carica e chiedono al prefetto Stefano Trotta la convocazione di un tavolo per garantire il futuro dei 47 lavoratori del cantiere.

“Già il 17 aprile 2013 -scrivono il segretario regionale di Orsa Sicilia Mariano Massaro ed il segretario generale di FLMU Cub Enzo Bertuccelli- le scriventi OO.SS. hanno manifestato profonda preoccupazione per il futuro del cantiere navale, messo in discussione dal sopraggiunto caso giudiziario che coinvolge il gestore dell’attività produttiva (Antonino Palumbo, che nel frattempo si è dimesso dalla carica di amministratore unico, ndr), già notevolmente ridimensionata dalle discutibili scelte di marketing poste in essere negli anni dalla direzione aziendale”.

Stando alle continue denunce dei sindacati, negli anni Antonino e Raffaele Palumbo, quest’ultimo è anche membro della Giunta di Confindustria Messina, non sono stati rispettati diversi punti del capitolato di concessione, a partire dalle assunzioni di personale e dagli investimenti per la ristrutturazione e l’ammodernamento del cantiere.

“A ciò -spiegano Massaro e Bertuccelli- si aggiunge la totale inoperosità che vige in cantiere dopo l’arresto del titolare. Al momento l’attività lavorativa sembra essersi arroccata in una posizione di attesa che ha innescato uno stato di fisiologica tensione fra i lavoratori, preoccupati dal silenzio delle istituzioni e degli Enti proprietari, Autorità Portuale ed Ente Porto.

L’assenza di navi in cantiere, il mancato rispetto del capitolato di concessione e il disinteressamento degli Enti proprietari non tarderanno a provocare l’insostenibilità economica della risorsa produttiva con la conseguente esposizione a rischio disoccupazione di altre 47 famiglie messinesi”. Da qui la decisione di Orsa e Ugl di chiedere ancora una volta al prefetto Trotta la convocazione di un tavolo per valutare la situazione del cantiere ed individuare le azioni necessarie per scongiurarne la chiusura “a prescindere dai problemi legali che al momento gravano sul gestore”.

Pronta la replica della società, che ha inviato alla stampa la foto dell’unica nave presente in cantiere, puntualizzando che ” a differenza di quanto indicato dai sindacati non esiste al momento alcun rischio di cassaintegrazione per i dipendenti dell’azienda. La società sta continuando, infatti, come sempre, a programmare la propria attività lavorativa in cantiere dove, al momento, si sta lavorando sula nave Berga II”.

Intanto in Prefettura, come ci conferma il Capo di Gabinetto Filippo Romano, si sta valutando la richiesta di incontro inviata da Orsa e Cub. Nell’attesa, lunedì alle 10 si terrà una conferenza stampa nella saletta Commissioni della Provincia per illustrare alla città la grave situazione in cui versa il cantiere, che per i sindacati è a rischio cassa integrazione.