Calabrò vs Accorinti: udienza conclusa, a breve la decisione

Felice Calabrò e Renato Accorinti

Si riserva di prendere la decisione. Dopo una mattinata passata sul filo del rasoio, poco dopo le 14 al CGA di Palermo è iniziata l’udienza e intorno alle 15.15, dopo avere ascoltato le parti (rappresentate dall’avvocato Arturo Merlo per Accorinti e da Silvano Martella per i ricorrenti a favore di Calabrò)  il giudice del Consiglio di Giustizia Amministrativa La Guardia si è espresso così.

Per sapere se la richiesta di riesaminare le schede delle amministrative del 2013, quando Accorinti battè Calabrò al ballottaggio nella corsa al Comune di Messina, sarà accolta sarà necessario aspettare alcune settimane, al massimo un mese.

Se la risposta dovesse essere negativa allora la vicenda che si trascina da luglio dell’anno scorso, quando fu presentato il primo ricorso, si chiuderà qui.  Se invece la richiesta dovesse essere accolta, allora si procederà o alla riapertura dei plichi sigillati custoditi in Prefettura o all’esame delle tabelle di scrutinio.

A presentare i due ricorsi prima Giovanni Cocivera, Alessia Currò e Giovanna Venuti e pochi giorni dopo Rita Todaro, Giovanni Smedile ed Eleonora Falduto. Il 3o gennaio scorso la Prima Sezione del TAR di Catania dichiarò l’inammissibilità di entrambi i ricorsi e i

sei ricorrenti decisero allora di appellarsi al CGA.

Al primo turno il candidato del centrosinistra Felice Calabrò ottenne 40.870 voti (49,94%) e non fu eletto perché all’appello mancarono appena 59 voti. Ad andare al ballottaggio il 10 giugno scorso contro il candidato del centrosinistra fu Renato Accorinti, risultato secondo con 19.540 voti (23,88%). Due settimane dopo il sorpasso, quando Accorinti mise insieme 47.866 voti (512,62%) e Calabrò 43.017 voti (47,33%).

“Esiste un precedente recente dello stesso CGA -spiegano dallo studio Martella- inerente il Comune di Gela che può essere applicato al ricorso presentato. Se il CGA deciderà per l’ammissibilità, disporrà l’apertura delle schede delle  indicate nel verbale dell’Ufficio elettorale centrale del Comune di Messina”.

Secondo i ricorrenti, nel verbale dell’Ufficio elettorale centrale del Comune di Messina sono presenti degli errori che lo stesso ufficio cercò di sanare, ma in maniera non adeguata. In alcuni plichi mancavano i verbali e in alcune i verbali stessi presentavano dei vizi. Inoltre, il dato finale che determinò il ballottaggio, non è mai stato confrontato con il numero dei voti ritenuti non validi e anche questo è un aspetto sul quale i ricorrenti chieodno si faccia chiarezza.  

 

 


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